Onde gravitazionali ‘sentite’ da specchi progettati in Italia

Dai ricercatori università del Sannio a Benevento

Redazione ANSA BENEVENTO

Sono stati progettati in Italia gli specchi che hanno permesso di intercettare le onde gravitazionali, le vibrazioni dello spazio-tempo previste da Einstein, e osservate per la prima volta in modo diretto dallo strumento Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) negli Stati Uniti.

Gli specchi sono stati progettati dai ricercatori dell'università del Sannio, a Benevento, guidati da Innocenzo Pinto, nell'ambito della collaborazione internazionale Ligo. ''Con il supporto dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) abbiamo realizzato dei prototipi e li abbiamo testati con successo nei laboratori del California Institute of Technology'', ha detto Pinto. Dopo il test, la tecnologia è stata scelta dalla collaborazione Ligo per realizzare gli specchi che sono stati prodotti dal Laboratorio di materiali avanzati del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (Cnrs) a Lione.

In particolare, il gruppo italiano ha messo a punto un metodo originale che ha contribuito a ridurre il rumore degli specchi, dovuto all'agitazione termica degli atomi. In pratica i ricercatori hanno elaborato la ricetta per realizzare specchi col minimo rumore, 'dosando', sulla base di modelli matematici, le miscele di ossidi vetrosi che ne costituiscono il rivestimento.

''Penso che questo sia un buon esempio di artigianato scientifico che una piccola università - ha osservato Pinto - è riuscita a realizzare contribuendo a un grande esperimento come Ligo''. Per l'esperto, è ''un piccolo ingranaggio di una macchina enorme ma è un pezzo importante perché determina la sensibilità del rivelatore Ligo nella banda di frequenze in cui rientra questa osservazione''.

La scoperta, secondo Pinto, segna la nascita della 'gravitoastronomia', che permetterà di osservare il cuore invisibile delle galassie, di ''sentire i primi vagiti dell'universo e di ottenere le immagini di quando era neonato. Molto precedenti a quelle, pure straordinarie, ha sottolineato, fornite dalla cosiddetta radiazione cosmica di fondo perché quest'ultima è nata quando l’universo era già un ‘giovanotto’ le onde gravitazionali si sono formate quando l'universo era un ‘bebè’.

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