Il radiotelescopio e il suo campo di utilizzo

di Emanuele Alessi, III B , Itis Fermi, Modena

Redazione ANSA

Nella giornata del 22 ottobre 2014, presso il planetario comunale di Modena, la classe 3°B dell'istituto Enrico Fermi è stata convocata per presenziare ad una conferenza con la giornalista dell'ANSA, Enrica, e con la scienziata, Laura.
Quest'ultima durante il suo discorso ha spiegato in breve gli elementi della Radioastronomia ed in cosa consiste questa scienza che affascina l'uomo fin dall'antichità.
La Radioastronomia è quella disciplina che studia l'universo attraverso le radiazioni elettromagnetiche che esso libera nello spazio e che giungono fino al nostro pianeta. Le radiazioni sono classificate in base alla loro lunghezza d'onda: dalle più piccole, i raggi Gamma, fino alle più ampie, le onde radio.

Queste ultime sono alla base degli studi dei corpi celesti infatti grazie ad apparecchiature come i radiotelescopi è possibile notare qualsiasi variazione nel segnale dovuti a fenomeni atmosferici o a corpi in movimento.
Questo strumento di rilevazione è costituito da un riflettore di un certo diametro, da un'antenna posta nel fuoco della parabola, da un ricevitore di segnali radio ed infine da un computer.

La dottoressa ha anche proposto vari utilizzi di questa apparecchiatura e tra essi ci sono la ricerca di altre forme di vita nell'universo oppure il controllo delle attività del sole e l'esplorazione dello spazio.
Tra i fenomeni registrabili dal radiotelescopio ci sono: I Quasar, corpi compatti che emettono molta energia ma sono molto distanti da noi e quindi ci appaiono come oggetti deboli ed il loro nome deriva dalla contrazione delle parole sorgenti radio quasi stellari;
Le Pulsar, corpi celesti di piccole dimensioni che ruotano molto velocemente attorno il proprio asse, le sue radiazioni se rese udibili somigliano ad un ronzio che varia in base alla loro frequenza.

In Italia è presente il radiotelescopio di transito più grande al mondo, infatti ha una parabola di 32 metri di diametro e con esso è possibile monitorare tutto ciò che passa al di sopra del suo meridiano. Esso è situato a Medicina (BO) ed è stato battezzato La Croce del Nord. Ci sono nel mondo altre apparecchiature in grado di rilevare specifici fenomeni come L'osservatorio di Arecibo in Puerto Rico, chiamato NAIC (National Astronomy and Ionosphere Center), esso è il più grande radiotelescopio a parabola singola al mondo infatti ha un diametro di ben 305 metri e viene principalmente utilizzato per la ricerca di pianeti extra solari, ma anche per la ricerca di vita extra terrestre.

Esso è stato al centro dell'attenzione nel 1974 quando dall'osservatorio fu mandato un messaggio nello spazio profondo contenenti informazioni riguardanti l'essere umano, formule chimiche e il pianeta terra, nella speranza che qualche forma di vita intelligente potesse venire a conoscenza della presenza del genere umano. Sono presenti inoltre centri specializzati nello studio del sole e dove vengono costantemente monitorati i suoi movimenti, come nel caso delle macchie solari, dei brillamenti e delle tempeste solari: esplosioni nella superficie più esterna della stella che provocano variazioni nel campo magnetico terrestre disabilitando le comunicazioni radio, satellitari e le forniture elettriche creando così disagi. Grazie a questi istituti è possibile prevedere, anche se con un piccolo margine di anticipo, l'avvenire di questi fenomeni così da disabilitare preventivamente le apparecchiature evitando così il loro danneggiamento.

Un altro impiego dei radiotelescopi è quello di verificare la presenza di meteoriti in orbita potenzialmente pericolosi per il pianeta, così da intervenire prima dell'impatto sulla crosta terrestre.
Tutt'ora è in corso la ricerca di nuove tecnologie per il miglioramento delle apparecchiature per renderle più efficienti e più precise così da ottenere più informazioni e portare alla luce misteri che avvolgono l'umanità fin dall'alba dei tempi.

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