Automobili ad alto tasso alcolemico

Di Sara Corti, 18 anni, Pisa

Redazione ANSA

La fermentazione alcolica degli scarti di biomassa potrebbe porre fine all'era del petrolio in un prossimo futuro.
Il Presidente della Federazione italiana delle Scienze della Vita e professore in fisiologia e biotecnologia vegetale Felice Cervone ha presentato la prospettiva secondo cui potremo spostarci utilizzando una fonte rinnovabile che comporta un approccio ecologico ed etico alla produzione energetica.

Grazie alle sue conoscenze riguardanti l'immunità vegetale il Professore è stato incaricato di trovare un sistema per emulare ciò che solamente i microrganismi sono in grado di fare: attaccare e digerire i polissaccaridi complessi che costituiscono la parete cellulare vegetale, trasformandoli in zuccheri semplici da cui trarre energia rinnovabile. Già da un ventennio le automobili brasiliane sono alimentate dall'alcool derivante dalla fermentazione della canna da zucchero. Ma la ragione per cui questo utilizzo non si è ancora diffuso sta in una complicazione di carattere etico: perché utilizzare per alimentare veicoli colture che potrebbero soddisfare l'urgenza più immediata di nutrire chi ne ha bisogno?

Lo studio che il Prof. Cervone sta compiendo potrebbe rappresentare una soluzione al problema, tacitare i conflitti e offrire al mondo un futuro misurato e responsabile. Infatti verrebbero portati a fermentazione ed impiegati in campo energetico solamente gli scarti delle colture derivanti da un utilizzo primario. Alcuni esperimenti sono già stati condotti per mezzo dell'azione di enzimi che sono riusciti a "semplificare" i polisaccaridi delle biomasse in monosaccaridi, ovvero in zuccheri che il lievito, incapace di agire sui saccaridi complessi, è in grado di utilizzare nella fermentazione alcolica.

Il solo impedimento è il costo dell'operazione: occorre infatti una grande quantità di enzimi per degradare una piccola parte di biomassa. L'obiettivo del Prof. Cervone è di trovare un sistema più rapido e meno dispendioso, che imiterebbe quanto compiuto dai microrganismi e che potrebbe intersecarsi con un progetto di tipo biomolecolare: inserire gli enzimi presenti nei microrganismi all'interno della pianta e mantenerli inattivi durante il ciclo colturale per lasciare che i residui si "autodistruggano" senza alcun intervento, e procedere poi alla fermentazione e all'utilizzo dell'alcool.
Grazie alla ricerca del Prof. Cervone potremmo avere la possibilità di viaggiare ben presto a bordo di automobili ubriache, ma sicure e più pulite di prima.

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