Resveratrolo sì, resveratrolo no?

di Maddalena Eufemia, 18 anni, Potenza

Redazione ANSA

Il resveratrolo, polifenolo molto diffuso sulla buccia degli acini d’uva nera, potrebbe diventare il prinicipio base per un nuovo farmaco. Da sola, però, questa piccola molecola non può essere assunta perché non è biocompatibile con l’organismo umano, in quanto viene trasformata in una sostanza di rifiuto e poi eliminata nelle urine.

Una soluzione, fortunatamente, potrebbe esserci, e potrebbe essere quella proposta dalla ricercatrice Lucia Chiummiento, specializzata in sintesi di Chimica Organica. La docente dell’Unibas, in collaborazione con l’università di Strasburgo, lavorando e studiando dal 2008 al 2012, ha sintetizzato una nuova molecola, l’anigopressina A, ovvero un dimero del resveratrolo.

Nonostante la relativa sempilicità del processo di sintesi, è ancora presto per poter parlare di una produzione industriale, poiché bisogna prima effettuare delle fasi di controllo e accertamento, poi trovare una casa farmaceutica che sia disposta a produrre questo nuovo tipo di sostanza.

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