Le foto e i dipinti magici di Harry Potter diventano realtà

Animati da un algoritmo, escono in 3D dalla cornice

Redazione ANSA

Fotografie e dipinti si animano come nella saga di Harry Potter, muovendosi e uscendo in 3D dalla loro cornice: diventa così possibile fare due passi con Paul McCartney appena sbucato dalla copertina di 'Help!', oppure sedersi a prendere un tè con la Gioconda. La magia sta nell'algoritmo 'Photo Wake Up' che i ricercatori dell'Università di Washington presenteranno fra pochi giorni a Long Beach, in California, alla Conferenza di visione artificiale e riconoscimento delle forme (Cvpr 2019).



Per animare foto e dipinti, l'algoritmo identifica la persona ritratta nell'immagine e crea una maschera con gli stessi contorni del suo corpo: successivamente vi abbina un modello 3D e lo colora, ricostruendo in maniera creativa ma coerente anche la parte posteriore non visibile nell'opera di partenza.

'Senza titolo' di Pabro Picasso (1939) (fonte: University of Washington)

 

Una volta unita l'immagine frontale con quella del retro, il modello 3D può finalmente muoversi, camminare, correre e saltare, mentre l'algoritmo ricrea e colora lo spazio alle sue spalle in modo da non lasciare uno spazio bianco.


Matisse’s “Icarus” (1944) (fonte: University of Washington)

 

Grazie ai visori di realtà aumentata, il soggetto dell'opera può letteralmente saltare fuori dalla sua stessa cornice e iniziare a camminare o correre al nostro fianco. Numerose le possibili applicazioni di questa tecnologia: secondo i ricercatori potrebbe essere usata nei videogiochi per creare avatar personalizzati, oppure nei musei per permettere ai visitatori una maggiore interazione con le opere in mostra.

 

 

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