Un fossile riscrive l'arrivo dei lemuri nel Madagascar

Ci sono arrivati in più ondate e più tardi

Redazione ANSA

Quello che per oltre mezzo secolo è stato considerato il fossile di un pipistrello della frutta è in realtà un antenato dei lemuri aye-aye del Madagascar e la scoperta riscrive la storia e l'evoluzione di questi primati e del loro arrivo dall'Africa sull'isola. Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications dal gruppo dell'università della California del Sud, guidato da Erik Seiffert.

Scoperti nel 1967 in Kenya, i fossili di questo antico cugino dell'uomo consistono in alcuni denti e in tre frammenti di mandibola che risalgono a circa 16-23 milioni di anni fa. La nuova analisi, condotta a oltre mezzo secolo di distanza, indica che i fossili non appartengono a un pipistrello ma al lemure della specie Propotto leakeyi. Indica inoltre che sarebbero esistite due famiglie di lemuri separate fra loro circa 40 milioni di anni fa.

Entrambe originarie dell'Africa, sarebbero arrivate in Madagascar in modo indipendente, non colonizzando l'isola in una singola tornata ma almeno in due tempi e più tardi di quanto si pensasse, nella stessa epoca dell'arrivo di altri mammiferi, come roditori, manguste e ricci. Analizzando i denti del Propotto e i fossili di un altro primate trovato in Egitto, il Plesiopithecus teras, vissuto 34 milioni di anni fa, i ricercatori ritengono che il fossile di Propotto leakeyi appartiene a uno stretto parente del Plesiopithecus teras e del lemure aye-aye.

Finora si era sempre pensato che le oltre 100 specie di lemuri del Madagascar discendessero da antenati arrivati sull'isola in una singola ondata più di 60 milioni di anni fa, diventando tra i primi mammiferi a colonizzarla. Questa nuova classificazione del fossile sposta quindi loro migrazione ad un'epoca successiva e 'accorcia' la loro storia evolutiva nel Madagascar.

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