Un calciatore non lo vedi dal coraggio, ma dall'agilità

Da una ricerca la 'ricetta' per migliorare l'allenamento

Redazione ANSA

 "Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo, dalla fantasia" cantava Francesco De Gregori nella sua bella "Leva calcistica della classe '68". Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Frontiers in Physiology le cose non starebbero così. Secondo i fisiologi Damir Sekulic, dell'Università di Spalato, e Haris Pojskic, della Mid Sweden University, un calciatore si vede soprattutto dall'agilità, cioè dalla capacità di cambiare rapidamente velocità o direzione.

Due test messi a punto dagli studiosi hanno distinto infatti tra due gruppi di giovani calciatori, uno di under 17 e uno di under 19, con questi ultimi che hanno mostrato un'agilità migliore. "C'e' un'agilità reattiva dei giocatori, che è quella del cambio di direzione davanti al movimento di un avversario vicino - dice Sekulic - e un'agilità programmata, quando ad esempio si corre in uno spazio libero per ricevere un passaggio".

I ricercatori hanno chiesto ai giovani giocatori di andare col pallone verso quattro coni di plastica molto distanziati. Quando un calciatore arrivava nei pressi dei coni, una luce si accendeva sopra uno di essi. Il giocatore doveva dribblare il cono illuminato e tornare alla posizione iniziale più velocemente possibile. Per valutare l'agilità reattiva, i ricercatori non hanno anticipato ai giocatori quale cono si sarebbe illuminato, cosa che invece hanno fatto per testare l'agilità programmata.

I giocatori del gruppo degli under 19 hanno avuto punteggi più alti di agilità reattiva e programmata. Mentre altri parametri che si ritengono collegati con l'agilità, come le dimensioni del corpo e la capacità di scattare e saltare, non sono stati significativamente differenti nei due gruppi di età. Secondo Pojskic "la superiore agilità degli under 19 può essere una diretta conseguenza del loro allenamento di più lunga data"

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