La rivoluzione degli innovatori

Riccardo Luna, ecco come la rete può cambiare il mondo

Redazione ANSA
'Cambiamo tutto!' di Riccardo Luna © Ansa

Riccardo Luna lo ammette: è un inguaribile ottimista: nel libro ''Cambiamo tutto!'' (Laterza, 163 pagine, 14 euro) racconta storie che appaiono incredibili, persone comuni che hanno inventato meraviglie, un mondo che cambia nonostante tutto, grazie alla rete. Racconta la rivoluzione degli innovatori che avanza. Cambiano scienza, educazione, politica, cambia il modo stesso di vivere. Eppure la maggioranza sembra non accorgersene e l'Italia fa fatica a svegliarsi. "Cambiamo tutto", è l'esortazione del giornalista, ex direttore di Wired e collaboratore di Repubblica.

Disoccupazione, scarsa competitività, emigrazione giovanile per un momento vengono messe da parte. Dal saggio di Luna emerge un'Italia diversa che sa rimboccarsi le maniche e, grazie alla rete, raggiungere risultati impensabili negli anni passati. E' un saggio, ma a tratti sembra un romanzo, fatto di storie piccole che si intrecciano a grandi avventure, come quella per tentare di portare Internet al Nobel per la pace. La rete - spiega il giornalista - è la vera rivoluzione del millennio, è una arma di costruzione di massa, perché dà a tutti la possibilità di provarci, di costruire il proprio sogno, di diventare startupper.

E' l'innovazione senza permesso, quella che cambia le cose nonostante tutto attorno remi contro il cambiamento. Cambia ogni spazio del vivere civile, anche la politica. E qui, il Movimento 5 Stelle con l'esplosione dei Meetup rappresenta la novità più rilevante in Italia. La forza di Beppe Grillo ha sfruttato al meglio le potenzialità della rete, ma - chiarisce Luna - non sarà il popolo del web a governarci, sarà il popolo, anche attraverso il web, ad aiutare chi ci governa a farlo meglio.

Lo stesso Luna ha provato a dare una mano ai governanti, impegnandosi direttamente come membro esterno della commissione del 'Miur Virtuale', sviluppando un piano per portare la banda larga nelle scuole nel giro di un anno attraverso il consorzio che gestisce la banda ultralarga dedicato al mondo dell'università e della ricerca. Il piano iSchool viene approvato all'unamità nella commissione ministeriale, ma dopo qualche giorno finisce incredibilmente nel dimenticatoio. Una evoluzione - dice Luna - da raggelare il sangue.

Sono tante però le storie di successo che il giornalista racconta. Quella di Jack Andraka, che a 15 anni grazie alla rete ha inventato uno sticker per determinare subito se hai il cancro al pancreas, meno costoso e più accurato dei test in commercio. Quella di Marco Astorri e Guy Cicognani, non due scienziati ma due produttori di Skypass, che hanno scovato in rete una formula per la produzione di plastica biodegradabile e messo su una fabbrica a km 0 in grado di realizzarla a Minerbio, nelle campagne bolognesi. Quella del preside dell'istituto tecnico industriale 'Ettore Majorana' di Brindisi, Salvatore Giuliano, che si è inventato un nuovo modo di insegnare: i libri si scrivono in classe, studenti e professori insieme, e con i soldi risparmiati ogni studente ha in dotazione un tablet.

"La fibra morale in Italia non manca. Non è mai mancata", dice Luna. Il problema è un altro: fare squadra, creare una rete di innovatori, migliorare le cose, un pezzetto alla volta. Senza che lo Stato risolva tutti i problemi, senza che il mercato trovi un equilibrio virtuoso, senza aspettare niente e nessuno, andando oltre la destra e la sinistra come ce le hanno sempre rappresentate.

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