Kingpin, la rapina digitale del secolo

Arriva in Italia cyberthriller scritto da Kevin Poulsen

Redazione ANSA
Copertina del libro 'Kingpin' di Kevin Poulsen (Hoepli, 266 pagine, 18 euro) © ANSA

Nell'underground dell'hacking la voce si e' diffusa come un virus inarrestabile: un cyber-ladro brillante e temerario ha appena scatenato il 'takedown' di una rete criminale online che ha sottratto miliardi di dollari all'economia statunitense. L'Fbi si affretta a lanciare una grande operazione sotto copertura con decine di talpe. Collaborando, i cyber-poliziotti fanno cadere nelle loro trappole numerosi hacker. Ma il loro vero bersaglio e' imprendibile perche' e' il piu' improbabile dei criminali: e' un brillante programmatore con un'etica hippie e la doppia identita'.

Quando e' un ''white hat'' (cioe' un hacker etico) si fa chiamare Max ''Vision'' Butler ed e' una celebrita' nel mondo della programmazione con un passato di collaborazione con l'Fbi. Nei panni di un ''black hat'' si fa chiamare invece 'Iceman' e trova nel mondo del furto dei dati un'opportunita' irresistibile di mettere alla prova le sue enormi capacita'. E' questa la trama di 'Kingpin. La vera storia della rapina digitale piu' incredibile del secolo' (Hoepli, 266 pagine, 18 euro). Il cyberthriller e' scritto da Kevin Poulsen, 'senior editor' di Wired.com, che si occupa di crimini informatici, privacy e dei loro risvolti politici, oltre a curare il blog pluripremiato Threat Level.

''La storia segreta e misteriosa di una delle menti piu' geniali e controverse del mondo digitale'', scrive nell'introduzione Raoul Chiesa, curatore italiano dell'opera, che negli anni Ottanta con il nickname 'Nobody' si fece conoscere nel mondo per una serie di intrusioni eclatanti. Oggi e' uno dei piu' noti e stimati consulenti di sicurezza informatica a livello internazionale. In Kingpin viene dunque racconta la storia di Max Vision Butler-Iceman che e' penetrato in migliaia di computer di tutti gli Stati Uniti rubando a suo piacimento milioni di numeri di carte di credito. Ha 'bucato' senza fatica i colleghi hacker, sottraendogli sotto il naso i bottini illeciti. E per anni ha fatto tutto questo con apparente impunita', mentre numerosi rivali dovevano vedersela con le agenzie di polizia. E' stato arrestato nel 2007 e condannato a 13 anni di prigione, pena che sta scontando nella Federal Prison Camp, di Yankton in Sud Dakota.

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