Margherita Hack, l'amica delle stelle

Aveva 91 anni, una vita per la ricerca e la divulgazione

Redazione ANSA TRIESTE

L'astrofisica Margherita Hack e' morta all'eta' di 91 anni per un riacutizzarsi dei problemi cardiaci dei quali soffriva da tempo. La morte e' avvenuta alle 4,30 della notte scorsa nell'ospedale Cattinara di Trieste, dove era ricoverata da una settimana. La prossima settimana, informano persone vicine alla famiglia, e' prevista una semplice sepoltura in forma strettamente privata.

Sono stati sereni e ''vissuti con leggerezza'', come aveva sempre fatto nella sua vita, gli ultimi giorni dell'astrofisica Margherita Hack. I problemi cardiaci dei quali soffriva da tempo ''erano molto pesanti, ma li viveva con una leggerezza assoluta'', racconta Marinella Chirico, molto vicina alla ricercatrice e alla sua famiglia.

La malattia si era riacutizzata una settimana fa, tanto da rendere necessario il ricovero. Margherit Hack lascia il marito Aldo, 93 anni, che aveva conosciuto a Firenze, dove erano nati entrambi e dove si erano incontrati ai giardini quando Margherita aveva11 anni e lui 13. Si erano sposati 70 anni fa, ''la prima e l'ultima volta che era entrata in una chiesa'', racconta l'amica di famiglia. Non hanno avuto figli e vivevano con otto gatti e un cane. Della morte non ha mai avuto paura, nemmeno negli ultimi giorni: ''quando ci sono io non c'e' la morte - le piaceva ripetere - e quando c'e' la morte non ci saro' io''.

Nella sua lunga vita Margherita Hack ha riempito auditorium e teatri, diretto un osservatorio, difeso la liberta' della scienza, la laicita' dello stato e combattuto per la parita' dei diritti. Ha saputo coniugare un'importate carriera scientifica nell'astronomia e la passione per la divulgazione, affascinando e divertendo, milioni di italiani dal vivo o in tv. Toscana Doc e atea convinta, Margherita Hack - 'amica delle stelle' come si era essa stessa definita in una sorta di autobiografia pubblicata nel 1998 - ha trascorso buona parte della sua vita a Trieste. Qui ha diretto per oltre 20 anni l'Osservatorio astronomico, portandolo a un livello di rilievo internazionale, ed ha insegnato nell’universita' dal 1964 al 1992. Nota al grande pubblico soprattutto per le due doti di divulgatrice, nel mondo della ricerca ha occupato una posizione di primo piano fin dall’inizio della sua lunga carriera. Celebri anche le sue battute taglienti ed i suoi modi schietti, conditi dal forte accento toscano che non ha mai abbandonato, cosi’ come la sua grande gentilezza.

Nata a Firenze il 12 giugno 1922 da genitori vicine alle dottrine teosofiche, Margherita Hack ha completato la sua formazione scolastica sotto il fascismo, cui non ha mai aderito, laureandosi in astrofisica al termine della seconda guerra mondiale con una sulle Cefeidi, le stelle 'pulsanti' che si sono rivelate fondamentali nella misurazione delle distanze delle galassie.
Anche se non si era ''mai sentita predestinata a diventare astronoma'', la sua passione per la scienza e’ nata quasi per caso, "durante il liceo, dove cominciai a amare la fisica, forse anche per merito del professore, nonostante fosse un fascista che rischio' di farmi cacciare da tutte le scuole del Regno per antifascismo'', raccontava. Dopo aver ottenuto alcune collaborazioni in Italia e una serie di incarichi in universita' straniere, tra cui Berkeley, Princeton, Parigi, Utrecht e Ankara, all’età di 42 anni aveva ottenuto la cattedra di astronomia presso l'Istituto di Fisica Teorica all'Universita' di Trieste, assieme all'incarico all'osservatorio. Da allora non ha mai interrotto pero’ lunga serie di collaborazioni internazionali, che nel tempo l’hanno portata ad offrire un contributo fondamentale allo studio dell'evoluzione delle stelle e in particolare della loro atmosfera.

Il nome e il volto di Margherita Hack sono un punto di riferimento nella divulgazione scientifica e nella 'narrazione' dell'Universo per tutti: ''si dovrebbe insegnare la scienza fin dalle elementari'', sosteneva da sempre.
Nel 1978 ha fondato la rivista bimensile 'L'Astronomia' e ha scritto decine di libri divulgativi. Grazie alla sua popolarita' ha saputo avvicinare la scienza al grande pubblico negli innumerevoli incontri dal vivo in rassegne e festival, in teatri e auditorium, nelle partecipazioni televisive. Un impegno e una profusione di energia che hanno trovato sfogo anche in ambito politico e sociale: celebri le sue battaglie a difesa della laicita' dello stato e gli scontri con il Vaticano per le sue nette prese di posizione, "l'Italia e' uno Stato laico e quindi per esempio non dovrebbe esserci nessun simbolo delle varie religioni negli edifici pubblici" e "un vero credente puo' rispettare i dettami della Chiesa, e' libero di farlo. Ma va rispettata anche la liberta' di chi non lo e'''. Ha inoltre combattuto sempre contro la discriminazione sessuale delle donne e i diritti dei gay, la difesa degli animali, il diritto all'eutanasia e la liberta' di ricerca scientifica. Non ha mai nascosto le sue idee politiche, "dobbiamo combattere questa classe politica che non ascolta gli esperti e che invece delle riforme porta avanti delle controriforme", e che hanno trovato spazio in una parentesi politica iniziata nel 2009 tra le fila del Partito dei Comunisti Italiani.

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