Quattro 'passeggeri' italiani a bordo di Vega

Nel lancio di qualifica tanta scienza italiana

Redazione ANSA KOUROU

Si chiamano Lares, AlmaSat, E-St@r e UniCubeSat-GG i quattro satelliti italiani a bordo di Vega e che saranno mandati in orbita nel primo volo di qualifica. Il nuovo lanciatore dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) porta alla sua prima missione molta scienza italiana nello spazio.

Il carico principale e' rappresentato da Lares (Laser Relativity Satellite), una missione 'low cost' ideata e realizzata dall'Università del Salento con la Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell'Universita' di Roma La Sapienza per misurare con grande precisione alcuni effetti previsti dalla teoria della Relatività generale, finanziata dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e sviluppata dalla CGS. Si tratta di uno strumento passivo senza strumenti a bordo che, come ha spiegato Enrico Flamini, responsabile del progetto Asi, “ e' una piccola sfera, poco più grande di un pallone da basket, interamente realizzata in tungsteno dal peso di quasi 400 kg, ricoperta con 92 'specchi', che restera' in orbita per almeno 25.000 anni”, una volta in orbita Lares sara' l'oggetto piu' denso del sistema solare. Attraverso dei laser da Terra sara' possibile 'illuminarlo' costantemente colpendo i molti retroriflettori, simili a specchi, e misurando il tempo impiegato dalla luce per compiere il percorso comprendere con grande precisione il fenomeno del trascinamento dei sistemi di riferimento inerziali previsto da Einstein nel 1913.

Nasce invece a Bologna l'AlmaSat-1 (Alma Mater Satellite) come una missione educativa dell'Asi e realizzata dagli studenti dell'Universita' di Bologna della sede di Forli' coordinati dal prof. Paolo Tortora. Lo scopo della missione, a cui hanno partecipato anche Alenia Spazio e l'Universita' Sapienza di Roma, e' quello di testare alcune nuove tecnologie a basso costo.

Pesanti appena un chilo e grandi grosso modo come un cubo di Rubik sono i sette nanosatelliti che completano il carico di Vega realizzati nell'ambito di un progetto dell'Esa che coinvolge alcune Universita' europee. Due di questi sono italiani: E-St@r, realizzato dal Politecnico di Torino, e UniCubeSat-GG, dal gruppo Gauss della Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell'Università di Roma La Sapienza. “UniCubeSat-GG e' stato completamente realizzato, ad eccezione di un sistema radio, dagli studenti di elettronica”, ha spiegato Chantal Cappelletti, responsabile del progetto del Gruppo di Astrodinamica Università degli Studi Sapienza di Roma (Gauss). Questo nanosatellite e' il primo del suo genere a essere dotato di un sistema di dispiegamento dei pannelli solari che saranno in grado di fornire energia alla strumentazione e migliorare la stabilita' dell'oggetto. Come ha spiegato Cappelletti “si tratta di un tipo di studio nuovo per il controllo dell'assetto in orbita che potrebbe avere importanti sviluppi futuri”.

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