Previsioni storiche

Redazione ANSA

Nonostante sia attualmente impossibile prevedere un terremoto, più volte è accaduto che si diffondessero voci sull’imminente arrivo di un sisma. Sulle previsioni ironizzava anche il sismologo americano Charles F. Richter (1900-1985), Inventore della Magnitudo Locale e autore della più importante legge statistica sui terremoti: ‘’qualsiasi terremoto – diceva ironicamente - accade entro tre mesi da un equinozio’’.

C’è stato comunque, a metà degli anni ’70, un momento in cui prevedere un terremoto non sembrava un traguardo impossibile. Ad accendere la speranza era stata la vicenda del terremoto che nel 1975 aveva colpito la città cinese di Haicheng: per mesi erano stati osservati cambiamenti nella quota e nei livelli delle falde acquifere, insieme ad un aumento della sismicità prima a livello regionale e poi a livello locale. Sulla base di questi segnali precursori venne organizzata l’evacuazione della maggior parte del milione di abitanti della città, che il 4 febbraio 1975 venne colpita da un terremoto di magnitudo 7,3. Le vittime furono 2.041 e i feriti 27.538 feriti e si calcola che se la città non fosse stata evacuata il numero di morti avrebbe superato 150.000.

L’entusiasmo per quel successo ebbe una durata molto breve: il 28 luglio 1976, sempre in Cina, un terremoto di magnitudo 7,6 colpì la città di Thangshan, di un milione di abitanti, senza che si verificasse nessuno dei segnali premonitori osservati un anno prima ad Haicheng. Le vittime furono 250.000 e i feriti 164.000. Il colpo di grazia definitivo ai tentativi di previsione dei terremoti è arrivato nel 1977, quando il geofisico teorico americano Brian T. Brady insieme a Bill Spence, dell’Ufficio americano per la sorveglianza geologica (Usgs) annunciò l’arrivo, nel 1981, di un fortissimo terremoto in Perù La previsione si rivelò un fiasco e Spence in seguito si dissociò.

L’entusiasmo era ormai spento quando, all’inizio degli anni ’80, in Europa il vulcanologo Haroun Tazieff, polacco di nascita e responsabile della Protezione civile francese, promuoveva con convinzione, ma senza seguito, il metodo ‘’Van’’ (dalle iniziali dei sismologi greci che lo avevano proposto: Varotsos e Alexopulos e Nomicos), basato su una rete di sensori che registrano le correnti naturali che circolano nelle rocce. Anche in questo caso il metodo non ha passato l'esame della storia. A confermare l’impossibilità di fare previsioni precise sui terremoti sono state le ricerche fatte negli anni ’80 nella cittadina californiana di Parkefield, localizzata esattamente sulla faglia di Sant’Andrea e dove i terremoti si ripetono a intervalli di circa 25 anni. Tuttavia la previsione di un nuovo sisma fra il 1988 e il 1983 non ebbe successo: il terremoto, della magnitudo attesa e nel luogo atteso, arrivò solo nel 2004.

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