Nessun legame fra terremoti e pianeti

Redazione ANSA

La previsione di un terremoto a Roma l'11 maggio 2011, fatta dall'autodidatta Raffaele Bendandi, si basa sull’allineamento dei pianeti, ma per astronomi e astrofisici non esiste alcun legame scientificamente dimostrato fra l'arrivo di un terremoto e la posizione di Luna, stelle e pianeti.

''Intorno all'11 maggio avverra' realmente un raggruppamento di pianeti, in particolare ad avvicinarsi saranno Mercurio, Venere, Marte e Giove, ma a parte lo spettacolo che vale la pena di osservare da Terra, sul nostro pianeta il fenomeno non avra' alcun effetto catastrofico e non scatenera' certo un sisma'' afferma l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del progetto Virtual Telescope. “In realta' – aggiunge l'esperto - il 'ritrovo planetario' e' gia' in corso dal 5 maggio e durera' ancora per una settimana ma il massimo avvicinamento fra i quattro pianeti avverra' tra l'11 e il 15 maggio”.

Nel raggruppamento, sottolinea, non saranno comprese la Luna che in questi giorni si trova in una zona quasi opposta e neanche Saturno. ''La previsione di Bendandi - prosegue Masi - si baserebbe sull'effetto cumulativo della gravita' di questi pianeti sulla Terra, e anche se mi chiedo perche' poi il sisma dovrebbe proprio colpire Roma e non un'altra citta' del pianeta, l'effetto cumulativo e' in ogni caso irrisorio, basti pensare che solo Giove, il maggiore dei pianeti che partecipano al raggruppamento ha un effetto gravitazionale sulla Terra che e' circa l'1% dell’effetto della gravità della Luna''.

Per rimarcare che non vi e' alcuna relazione fra questi fenomeni astronomici e i terremoti gli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) hanno anche esaminato la posizione dei pianeti in occasione dei maggiori terremoti che hanno colpito l'Italia e hanno verificato, come ha spiegato Antonio Meloni dell'Ingv che per esempio, sia durante il terremoto di Messina, il 28 dicembre 1908, di Avezzano, il 13 gennaio 1915, dell’Irpinia, il 23 novembre 1980 e infine de L’Aquila, il 6 aprile 2009, non vi e' stato mai alcun raggruppamento o allineamento planetario. Questi fenomeni astronomici, dice ancora Masi, sono molto rari, di essi ne avviene solo qualcuno al secolo e quando accadono vale la pena osservarli. Chi volesse puo' guardare in direzione est fra le 5,00 e le 5,30 del mattino, ovvero poco prima che sorge il Sole, ma anche se il fenomeno e' visibile ad occhio nudo l'osservazione, precisa Masi, non e' facile perche' i bagliori dell'alba possono coprire la luce debole dei pianeti.

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