Le domande aperte sul Coronavirus 2019-nCoV

Dall'indice di mortalità ai tempi di incubazione

Enrica Battifoglia

Al momento l'unica informazione certa sul virus 2019-nCoV comparso nella città cinese di Whuan è che si tratta di un figlio del progenitore della Sars, la malattia che fra il 2002 e il 2003 aveva spaventato il mondo. "Il nuovo virus è vicino al progenitore selvatico della Sars", osserva la virologa Ilaria Capua, che nell'Università della Florida dirige il Centro di eccellenza dedicato alla 'One Health', che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale.

Sono almeno tre le grandi domande sul nuovo virus ancora senza risposta: in quale serbatoio animale è avvenuta la ricombinazione genetica che l'ha reso aggressivo per l'uomo? qual è il tasso di mortalità? quanto dura l'incubazione?

Quello della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) "è il virus che gli somiglia di più", rileva Capua. "Anche quel virus era emerso in un mercato di animali vivi, dove aveva fatto salto di specie e poi era entrato nel condotto di aerazione di un albergo contagiando un certo numero di persone". Fra queste Capua cita il medico Carlo Urbani, "vittima coraggiosa e da ricordare per il suo impegno civile".

Il virus della Sars era poi arrivato oltre oceano, con un bilancio complessivo di 9.000 infezioni e 800 le vittime. "Ad ora - osserva Capua - il tasso di mortalità del nuovo virus dovrebbe essere sovrapponibile a quello della Sars".

Un esempio rassicurante è "la prima grande risposta a un virus potenzialmente pandemico" messa in atto che contro la Sars dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per fermare l'epidemia. "Deve rassicurare - prosegue - che già 17 anni fa esisteva un sistema per rispondere alle minacce, tanto più efficace quanto più precocemente si identificano i primi casi". Alla luce di quella lezione, osserva, si sa che "il più grande fattore di rischio è la movimentazione delle persone al manifestarsi dei primi sintomi". Ma per calcolarlo "dobbiamo aspettare i dati ufficiali dalla Cina e dalle organizzazioni che stanno studiando la situazione".

Quanto all'animale in cui il virus si è ricombinato, per Capua "è molto poco verosimile che l'infezione arrivi da un pesce o da un animale acquatico ed è più probabile che si tratti di animali che non consumiamo, come lo zibetto nel caso della Sars". A favorire il passaggio dai pipistrelli ad ambienti urbanizzati sono le modificazioni dell'ambiente: basti pensare che nel 2014 una delle cause di Ebola 2014 è stato un disboscamento massiccio in Guinea, dove la foresta è stata sostituita con coltivazioni arboree industriali.
I tempi di incubazione, infine, potrebbero essere confrontabili a quelli più comuni per i virus, compresi fra 4 e 12 giorni.

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