Tutto da rifare l'albero evolutivo dei dinosauri

Nuove origini e 'parentele' mettono in crisi 130 anni di studi

L'albero genealogico dei dinosauri è tutto da rifare: le sue 'radici' sono più profonde e le sue 'fronde' sono più numerose e intricate rispetto a quanto ipotizzato in quasi 130 anni di studi e ricerche. A indicarlo è uno studio rivoluzionario, pubblicato sulla rivista Nature dagli esperti dell'Università di Cambridge e del Museo di storia naturale di Londra.

''E' un lavoro rivoluzionario'', commenta Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano e 'papà' del primo dinosauro italiano Ciro. ''Sicuramente cambierà quello che insegniamo ai nostri studenti'', gli fa eco Maurizio Casiraghi, già presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (Sibe) e zoologo dell'Università di Milano-Bicocca.

Lo scossone all'albero evolutivo dei dinosauri nasce dallo studio di dozzine di scheletri fossili e decine di migliaia di tratti anatomici, un'analisi puntigliosa con cui i paleontologi britannici hanno scoperto che non è corretta la tradizionale classificazione dei dinosauri in due ordini: quello degli 'ornitischi', i dinosauri con il bacino simile agli uccelli (come l'iguanodonte, il triceratopo e lo stegosauro), e quello dei 'saurischi', con il bacino simile alle lucertole (in cui rientrano i teropodi, ovvero bipedi carnivori come il tirannosauro, e i sauropodi giganti come il diplodoco).

Le nuove analisi dimostrano che gli ornitischi sono in realtà imparentati con i teropodi, e con loro formano un nuovo gruppo chiamato 'ornitoscelidi'. I sauropodi, invece, non avrebbero nulla da spartire con i teropodi e andrebbero invece classificati insieme ai primi carnivori conosciuti come 'herrerasauri'.

''Non è la prima volta che un raggruppamento animale ritenuto naturale si rivela artificiale, perché i criteri che usiamo per la classificazione non corrispondono sempre alle gerarchie create dall'evoluzione'', spiega Dal Sasso. ''Di certo questo nuovo modello risolve il paradosso dei ornitischi, nominati così anche se in realtà non avevano alcun legame di parentela con gli uccelli, ma per verificare la sua plausibilità - precisa l'esperto - bisognerà cercare nuove prove nei fossili''. Questo del resto è il metodo scientifico, come ricorda Casiraghi: ''ogni cosa è vera fino a prova contraria''.

Il nuovo modello evolutivo riscrive anche le origini dei dinosauri, retrodatando la loro comparsa a 247 milioni di anni fa e localizzandola nell'emisfero settentrionale, invece che nel super continente Gondwana come si era sempre pensato. ''Anche in Europa potrebbero esserci dei potenziali pre-dinosauri, simili al Ticinosuchus ferox trovato in Italia e Svizzera'', conclude Dal Sasso.

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