Luigia, da manager a 'imprenditrice per la prevenzione'

Io, Wonder Women, attraverso il cancro ho capito la mia missione

Redazione ANSA ROMA

"Mi sorprendo sempre quando mi dicono che sembro una persona dolce, che affronto con un sorriso anche le difficoltà. Chi mi conosce lo sa, che non è stato sempre così". Imprenditrice, esperta di innovazione tecnologica e digitale, cancer survivor, Luigia Tauro ha passato gran parte della sua vita tra università, lavoro, responsabilità crescenti, cose da fare, obiettivi da raggiungere, problemi da risolvere.
    "Ho ricevuto importanti riconoscimenti di carriera, diventando la prima donna dirigente della terza banca italiana. Oggi lavoro per cambiare la percezione del cancro, una persona alla volta", racconta.
    "Il tumore al seno è di casa in famiglia, ha colpito mia nonna e mia sorella, per questo mi controllo ogni anno. Quando nel maggio del 2008, sentii qualcosa che non andava, sul seno destro non pensai di anticipare la mammografia, già prevista a luglio: non ho tempo da dedicare a me in questo momento, mi dicevo". La biopsia rivela un nodulo di 3 centimetri, Luigia fa fatica a trovare spazio nella sua agenda per la biopsia. "A me non può succedere!", si dice. Invece era un carcinoma duttale infiltrante triplo negativo, un cancro molto aggressivo. Viene operata immediatamente, il 7 di agosto, il 10 è di nuovo al lavoro nonostante medicazioni radioterapia e chemioterapia.
    "L'unico obiettivo era tornare alla normalità. Dovevo dimostrare che in fondo restavo sempre 'Wonder Woman'". Nel frattempo, spiega "si fa spazio l'urgenza di trovare un senso nuovo al tempo che mi è stato regalato. Comincio dalle cose semplici, trovo il tempo di vedere le amiche, come non facevo più da trent'anni. Non devo più viaggiare nel fine settimana e uso quel tempo per fare volontariato. Ma razionalmente il cancro era stato una parentesi. Avevo sottovalutato la carica emotiva a cui la malattia mi aveva esposta". A 50 anni, nel 2013, trova il coraggio di lasciare un lavoro che drenava tutto il suo tempo ed energie e di prendersi un anno per decidere "cosa fare da grande e comprendere il cambiamento profondo che si era messo in moto nella mia vita". Comincia in questo periodo a raccontare in un blog quello che sapeva sulla sua malattia. "Ho visto che un linguaggio semplice e l'esperienza personale, unite al rigore scientifico delle informazioni, facevano presa. Allora ho cominciato ad aggregare persone con competenze diverse che mi aiutassero a realizzare un sogno: cambiare la percezione sul cancro, una persona alla volta, e creare maggiore consapevolezza dei rischi e della prevenzione, tema su cui c'è molto da lavorare: abbiamo programmi di screening per la diagnosi precoce di tre forme di cancro, ma più di 4 italiani su 10 non fanno questi controlli".
    Studiando la comunicazione su questi temi capisce che la sua 'missione' è trovare linguaggi e strumenti nuovi. "Ho provato a farlo, usando quello che conosco meglio, il digitale, che è in grado di raggiungere grandi numeri di persone a costi contenuti.
    È così che è nata la mia azienda ed il primo programma transmediale di educazione alla prevenzione oncologica, studiato per aziende e enti pubblici che hanno a cuore il benessere e la salute dei propri dipendenti: si chiama 'KnowAndBe.live - Più conoscenza Meno paura', una piattaforma di formazione online per l'erogazione di corsi multimediali online di educazione alla prevenzione". Utilizzando gli strumenti del visual journalism, dello storytelling, dell'e-learning e gli innovativi 'diagrammi partecipati', il progetto ha l'obiettivo è sfatare i falsi miti che ancora circondano il cancro, abbattere la paura e ampliare prevenzione e l'accesso allo screening oncologico. Anche di questo Luigia ha parlato nel suo intervento alla TEDx Siena, a febbraio 2018, ospite del popolare ciclo di conferenze dedicato a 'persone che con la loro storia ispirano un cambiamento positivo nel mondo'. "Le aziende possono fare la propria parte per promuovere l'educazione alla prevenzione oncologica. In Italia i lavoratori dipendenti sono 17 milioni. Il mio sogno - conclude ambiziosamente - è di raggiungerli tutti". 
   

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