Dopo il cancro sono diventata Afrodite K, difendo i diritti dei malati

Un libero professionista con tumore diventa malato di 'serie B'

Redazione ANSA ROMA

Tutti mi conoscono come Afrodite K, la blogger e attivista che, dopo un cancro al seno, è diventata paladina contro le discriminazioni che colpiscono i lavoratori autonomi colpiti da una malattia grave o prolungata come un tumore. Afrodite era la compagna di Mazinga e K è la lettera con cui in ambito medico viene indicato il carcinoma. Ma il mio nome è Daniela Fregosi e il cancro me lo sono beccato a 45 anni dopo 22 anni di libera professione come formatrice aziendale in tutta Italia. Il nodulo al seno sotto i 2 cm l'ho scoperto da sola, a giugno 2013. Era a pochi millimetri sotto il capezzolo: carcinoma infiltrante al seno sinistro. Sono stata operata solo un mese dopo, a fine luglio 2013, nell'ospedale pubblico di Grosseto: mastectomia con asportazione di nove linfonodi. Niente chemioterapie, fortunatamente, ma ho sviluppato da subito complicazioni post-chirurgiche alla spalla ed alla scapola che hanno reso necessaria una dolorosissima fisioterapia durata 8 mesi. Verso 2014 ho cominciato a stare meglio ma ormai avevo perso un sacco di lavoro e migliaia di euro come lavoratrice autonoma. I primi mesi sono stati un delirio: le preoccupazioni per la malattia erano superate dai problemi economici che iniziavano ad accumularsi, la scelta sulla ricostruzione del seno condizionata dalla paura di perdere altri giorni lavorativi. Nel frattempo ho scoperto che l'indennità di malattia di cui avevo diritto era di appena due mesi contro i 18 previsti per i dipendenti, che per i lavoratori autonomi non è prevista la malattia lungodegente. E che non potevo smettere di pagare gli anticipi per i contributi all'Inps, persino nell'anno in cui mi ero ammalata. Insomma il libero professionista che riceve una diagnosi di tumore, è destinato a fallire in poco tempo. Però non ho voluto rintanarmi in un angolo. Ho deciso di denunciare la mancanza di tutele delle partite iva in caso di malattia, mostrando a tutti questa vera e propria emergenza sociale sommersa. Così a novembre del 2013 ho aperto un Blog, Afrodite K, ed ho iniziato a condividere tutte le informazioni che trovavo. Poco dopo ho lanciato la Petizione "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano" rivolta al Ministero del Lavoro, che ad oggi ha superato le 126.000 firme.
    Il Blog è diventato un vero e proprio portale informativo e di denuncia, altri lavoratori autonomi hanno cominciato ad uscire allo scoperto, i principali media nazionali hanno iniziato ad occuparsi del problema. Tantissimi freelance come me, mi hanno raccontato le loro storie: storie di persone che, per paura di perdere clienti, nascondono per mesi di avere un cancro. Un problema nel problema, ovvero quella che viene definita la tossicità finanziaria del tumore.
    Oggi faccio controlli ogni 6 mesi e tecnicamente sono una NED (No Evidence of Disease), tra circa altri 16 anni potrò dichiararmi guarita. Per ora, sono quindi "appesa" ma felice. E molto impegnata nella mia battaglia contro le disparità di cui sono vittime i lavoratori autonomi che si ammalano di cancro, e che diventano malati di 'serie B'. Il mio obiettivo è far arrivare la questione alla Corte Costituzionale. Intanto è stato approvato lo Statuto dei Lavoratori Autonomi, che contiene un'ampia parte dedicata alla malattia contenente alcune delle richieste della mia Petizione. Insomma, a distanza di quattro anni dalla diagnosi, posso dire che per me il tumore è un punto di partenza da trasformare. Un'opportunità per attivarsi contro l'indifferenza delle istituzioni. In fondo la vita mi ha insegnato che ogni esperienza, anche quella più brutta, può essere utilizzata per creare qualcosa di buono per sé e per gli altri. Qualcuno la chiama resilienza, ma forse nel mio caso è qualcosa di più: perché la trasformazione non si limita ad essere una questione personale, bensì una battaglia per un mondo migliore. 
   

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