Torna 'In farmacia per i bambini', raccolta medicine per i più poveri

In 586 esercizi in tutta Italia grazie a 2500 volontari

Redazione ANSA ROMA

 Torna il prossimo 20 novembre "In Farmacia per i bambini", l'iniziativa organizzata dalla Fondazione Francesca Rava con la collaborazione delle farmacie dislocate su tutto il territorio nazionale per raccogliere farmaci da banco a uso pediatrico e prodotti baby care che verranno donati ad enti non profit. L'evento, spiega il comunicato di presentazione, ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica per il quinto anno consecutivo.
    L'iniziativa sarà sostenuta da oltre 2.500 volontari appartenenti a tante diverse realtà: aziendale, in divisa, studenti e cittadini ed anche amministratori pubblici, come gli Assessori Giulio Gallera al Welfare e Stefano Bolognini alle Politiche sociali della Regione Lombardia e Laura Galimberti all'Educazione e all'Istruzione del Comune di Milano. Quest'anno le farmacie aderenti sono 586. "La povertà che colpisce i bambini risulta ancora più inaccettabile - dichiara Annarosa Racca Presidente di Federfarma Lombardia - per questo motivo ritengo che l'iniziativa della Fondazione Rava sia lodevole e debba avere sempre più seguito".
    I prodotti raccolti saranno destinati ai bambini in povertà sanitaria in Italia, alle comunità mamma/bambino e all'ospedale pediatrico N.P.H Saint Damien di Haiti. "La nostra raccolta permette di aiutare tantissimi bambini tra i più fragili, quelli che vivono lontano dai propri genitori o appartenenti a famiglie in difficoltà - spiega Emanuela Ambreck, farmacista, coordinatrice di In farmacia per i bambini -. Secondo una ricerca che abbiamo svolto con Irs più della metà delle case famiglia, comunità per minori e enti beneficiari coprono oltre il 50% del loro fabbisogno di farmaci da banco e prodotti per l'infanzia grazie a In farmacia per i bambini. Il 67,2% usano quanto risparmiato grazie alla donazione di prodotti, per l'acquisto di beni di prima necessità (cibo vestiario, materiale scolastico) e il 21,7% per assistenza medica, dato che diventa fondamentale per chi fa accoglienza diretta".(ANSA).
   

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