Dieci bambini in arrivo dal Venezuela in Italia per ricevere cure

Attesi a giorni all'Ospedale Bambino Gesù di Roma. Enoc, 'in lista altri 100. Agire per non lasciarli morire'

Redazione ANSA ROMA

Dieci bambini venezuelani con gravi patologie arriveranno a giorni all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per ricevere cure e, in alcuni dei casi, il trapianto di midollo. L'Ospedale, apprende l'ANSA, ha infatti dato la disponibilità rispondendo alla richiesta di accoglienza per i piccoli lanciata da Croce Rossa Internazionale e ospedale di Caracas. Garantirà l'accoglienza umanitaria dei 10 bimbi e dei loro accompagnatori. Due hanno già ottenuto i documenti per la partenza e non ci sarebbero ostacoli neppure per gli altri. 

I bambini che verranno accolti a titolo umanitario al Bambino Gesù, secondo quanto si apprende, sono affetti da gravi patologie oncologiche e neurologiche: 5 dei piccoli necessitano di interventi di neurochirurgia, 4 sono malati oncologici e per loro è urgente il trapianto di midollo. Un bambino è invece affetto da una grave patologia cardiaca. I bambini e i loro familiari accompagnatori saranno ospitati nelle case famiglia dell'Ospedale e sono stati segnalati, per le loro condizioni preoccupanti, dall'ospedale di Caracas. I dieci piccoli rientrano però in una lista più ampia di bambini che necessitano di cure urgenti e per i quali si sta approntando la documentazione clinica. Anche il Bambino Gesù, come alcune altre strutture sanitarie italiane, ha un credito pregresso con le autorità del Venezuela per il trattamento di pazienti accolti in passato ma tale situazione, si sottolinea dall'ospedale pediatrico, non impedisce l'accoglienza di nuovi piccoli pazienti a titolo umanitario.

"In lista, come ci segnala la Croce Rossa Internazionale - afferma la presidente dell'Ospedale, Mariella Enoc - ci sono altri 100 ambini le cui condizioni sono particolarmente preoccupanti. Contiamo di accoglierli tutti, gradualmente. La situazione in Venezuela è grave. Ora - conclude - la priorità è accogliere i bambini, per non lasciarli morire". 
   

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