Innovazione, risorsa per la riduzione dei danni da fumo

Comunità medica e politica a confronto su prodotti alternativi

Redazione ANSA BOLOGNA

Lavorare insieme per una 'salute intelligente' dove i rischi per le persone, inclusi quelli provocati dal fumo, possano essere ridotti. Tutto per un futuro che vada in una direzione di minor danno per il benessere di giovani e adulti e un aiuto importante arriva anche dalla tecnologia che, grazie a una innovazione ancorata ad una rigorosa metodologia scientifica, sta sviluppando prodotti 'alternativi' per i fumatori, che non vogliono o non possono smettere, come le sigarette a tabacco riscaldato che eliminano la combustione. Di questo si è parlato durante il convegno 'Strategia per una salute intelligente: riduzione del danno da fumo per un futuro senza fumo' organizzato alla Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, in occasione del 'Festival della Scienza Medica'.

Moderato dal giornalista Luciano Onder, il dibattito ha chiamato in causa la comunità medica e anche il mondo della politica per aprire una riflessione a 360 gradi sulle strategie per combattere il tabagismo e promuovere, allo stesso tempo, politiche per accrescere il benessere sociale. Un momento di riflessione a poche settimane dalla notizia della decisione presa dalla Food and drug administration (FDA), dopo rigorose verifiche, di dare il via libera alla commercializzazione negli Stati Uniti del sistema di riscaldamento del tabacco Iqos, prodotto da Philip Morris.

"Dopo avere analizzato i dati e le ricerche condotte dalla multinazionale del tabacco - ha affermato Umberto Tirelli, professore all'Università di Pavia e membro del Comitato tecnico scientifico e del Centro di riferimento oncologico di Aviano - la FDA ha approvato la vendita di questo nuovo sistema dicendo che può diminuire il problema di salute pubblica. Gli esperti hanno colto che c'è una diminuzione di sostanze tossiche e cancerogene. Il tabagismo è un problema complesso da affrontare, non è semplice, come per altre patologie, trovare il trattamento giusto per ognuno. Ma i nuovi prodotti, frutto della ricerca, sono una possibilità per chi non vuole o non riesce a smettere di fumare. La società si evolve, dobbiamo tenere conto delle nuove possibilità che ci sono".

La dipendenza da sigarette, hanno concordato gli esperti durante il dibattito, deve essere contrastata: una possibilità potrebbe essere quella di creare sinergie tra soggetti pubblici e privati per ideare e attuare politiche di riduzione del danno e per veicolare, in modo capillare, informazioni corrette su nuovi prodotti. "Tutti conosciamo gli effetti del fumo e tutti tendiamo a ritenerlo un vizio, una cattiva abitudine - ha aggiunto il professore Salvatore Cardellicchio, responsabile del Centro antifumo di Careggi - pochissimi, anche tra i medici, pensano che sia una malattia cronica. Nel cervello di chi fuma sono stati riscontrati cambiamenti morfologici, segno di una vera e propria patologia. Bisogna aiutare chi fuma e chi vuole smettere. Se un paziente viene da me e mi dice che ha trovato una sigaretta di nuova generazione da fumare, senza combustione, non lo mando via, gli dico che se è parte di un percorso per moderare il consumo può andare bene".

Presente all'incontro anche il senatore Stefano Collina, vicepresidente della 12esima Commissione permanente Igiene e Sanità, a cui è stato chiesto quale possa essere il ruolo pubblico in questa riflessione per ridurre i danni dal tabagismo e contrastare la dipendenza. "Serve una alternativa competitiva - ha risposto - i nuovi prodotti che arrivano sul mercato, a minor danno, devono essere scelti dai consumatori. Questo può essere un passo avanti. La politica si deve impegnare in un dialogo serio per valutare ogni aspetto".

- Campagne in Europa per ridurre rischi del fumo

Contrasto al tabagismo, riduzione del rischio e la diffusione, in alcuni Paesi europei e non solo, di dispositivi alternativi come quelli a base di tabacco riscaldato senza fumo e di campagne informative. Si è aperta una finestra anche sull'Europa e sul resto del mondo durante la tavola rotonda, organizzata questa mattina a Bologna, dal titolo 'Strategia per una salute intelligente: riduzione del danno da fumo per un futuro senza fumo'. In questo incontro, organizzato durante il Festival della Scienza Medica, per capire come affrontare il tema del contrasto alla dipendenza da fumo in Italia, coinvolgendo soggetti pubblici e privati, si è percorsa anche la strada che porta a nord verso la Gran Bretagna oggetto dell'intervento del professor Umberto Tirelli, oncologo e membro del Comitato tecnico scientifico e del Centro di riferimento oncologico di Aviano. Partendo dall'affermazione che occorre diffondere una cultura del non fumo tra tutte le categorie, iniziando da genitori e insegnanti "che così possono dare il buon esempio a studenti e figli", Tirelli ha analizzato le strategie comunicative di alcuni stati e città stranieri. "A Londra -ha spiegato - sono stati promossi strumenti alternativi per smettere di fumare: sono state creati percorsi informativi per i cittadini. Se ci sono anche fumatori duali, ovvero che fumano anche sigarette tradizionali oltre ai dispositivi moderni, almeno hanno ridotto una parte del consumo di quelle che maggiormente li espongono a rischi". Focus anche sulla decisione presa qualche settimana fa dalla Food and Drug Administration (Fda), che dopo attente valutazioni ha autorizzato la commercializzazione negli Stati Uniti dei dispositivi Iqos, prodotti da Philip Morris International. "Uno dei vantaggi di questo innovativo dispositivo - ha aggiunto Tirelli - è che non espone ai rischi della combustione, grazie al riscaldamento del tabacco. Non c'è l'inalazione dei prodotti nocivi". Anche in Giappone, ha aggiunto l'oncologo, stanno cambiando i consumi. "In genere qui ci sono fumatori incalliti - ha concluso l'oncologo - ma si registra una netta diminuzione del consumo di sigarette tradizionali a favore di quelle a tabacco riscaldato, che si stanno diffondendo sempre di più".

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