I medici insorgono contro lo spot sui risarcimenti

La Rai lo sospende in "via cautelativa". Le scuse della Bonaccorti

Redazione ANSA ROMA

di Silvana Logozzo

Dura reazione dei medici contro lo spot di una società privata, trasmesso in prima serata anche dalla Rai, sui risarcimenti per presunti errori sanitari negli ospedali. Proteste che arrivano da più fronti, sindacali e non, e che portano alla sospensione "in via cautelativa" da parte della Rai della pubblicità in questione. "Una società nota per intentare e sollecitare azioni di rivalsa, anche temerarie, contro il Servizio sanitario nazionale", attacca la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) che scrive una lettera alla Commissione di vigilanza Rai per sollecitare iniziative che "impediscano la diffusione di un messaggio pubblicitario falso, fuorviante e rischioso". Secondo il presidente Filippo Anelli, "dovrebbe prevalere l'interesse pubblico, lo Stato dovrebbe tutelare la più grande azienda italiana, il Servizio sanitario nazionale produce salute. Il sentire dei medici verso questo spot è di pura indignazione". "Comunicazione ingannevole e scorretta, presenteremo una denuncia alla Procura di Roma", rincara Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, network dedicato a chi opera nel mondo medico-sanitario. Nello spot sotto accusa, della società di tutoring 'Obiettivo risarcimento', Enrica Bonaccorti afferma: "A tutti può capitare di sbagliare, anche agli ospedali. E in questi casi tutti hanno diritto a un giusto risarcimento. Se pensi di aver avuto un danno chiama Obiettivo Risarcimento". La presentatrice, contattata dall'ANSA, spiega di essere "sorpresa e dispiaciuta" dalle reazioni allo spot, che "ho girato in totale buona fede" e "mai avrei pensato di offendere un settore che per me è sempre stato molto importante". Per questo, "sono pronta a farne un altro per dare spazio anche alle denunce dei lavoratori della sanità". Interviene anche la Rai, che "sottoporrà all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) per una sua opportuna valutazione lo spot pubblicitario". Fino al termine del processo, la messa in onda sarà sospesa. Non arretra invece il presidente della società, Roberto Simioni, e contrattacca: "penso che il Ministro Grillo sia d'accordo sul fatto che sia necessario difendere il diritto del soggetto debole. La casta invece penso che sia in grado di difendersi da sola". "La Rai ritiri lo spot ed intervenga il ministro della Salute Grillo", aveva chiesto il segretario generale del Sindacato medici italiani (Smi) Pina Onotri, secondo la quale "è grave che la Rai, azienda pubblica, non conosca la recente normativa che regola i danni arrecati ai pazienti ricoverati". E sempre al Ministro si rivolge Fnomceo con una petizione online per sollecitare "l'adozione di strumenti di controllo preventivo per evitare che messaggi distorti, veicolati su canali pubblici, arrechino danno al Ssn". Non solo, la Federazione annuncia anche una lettera al Consiglio nazionale forense in relazione alle pressioni da parte di avvocati per intentare cause di risarcimento che "al 90% finiscono in un nulla di fatto, ma che aumentano il clima di tensione in cui lavorano gli operatori sanitari". Dal canto suo, Tortorella specifica che, stando ai dati ufficiali dei tribunali italiani, "il 97% delle cause civili per risarcimenti finisce con un nulla di fatto".

Medici scrivono anche a Mediaset 

 La Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) ha scritto al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri in relazione allo spot pubblicitario sui risarcimenti per casi di malasanità di una società commerciale. "Il mio è un invito a voler attivare ogni iniziativa utile a tutela del diritto alla salute e della professione medica - dice il presidente di Fnomceo Filippo Anelli - al fine di impedire che venga reiterata la diffusione di un messaggio pubblicitario falso, fuorviante e rischioso per la tutela dei cittadini e della loro salute". Ieri, dopo le proteste dei medici, la Rai ha sospeso "in via cautelativa" lo spot di 'Obiettivo risarcimento' sottoponendolo all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) per una valutazione. Sul caso interviene anche il Collegio italiano dei chirurghi: "Il numero degli operatori sanitari è diminuito, la loro età media è cresciuta, il loro contratto non viene rinnovato da 10 anni, ma continuano ad offrire a tutti noi, un servizio considerato tra i più validi al mondo. Ed ora siamo costretti ad assistere ad una campagna denigratoria". Non solo: "Non riteniamo sufficiente che la Rai abbia sospeso temporaneamente la trasmissione dello spot e chiediamo ai Ministri della Salute e della Giustizia una legge che regoli la lite temeraria". "Ci vuole un codice etico - aggiunge Anelli - che regolamenti la pubblicità e l'informazione sanitaria". "Ha fatto bene la Rai a sospendere lo spot che pubblicizza, come se fosse un qualunque detersivo, un servizio per denunciare medici e ospedali", commenta Federico Gelli, medico, già deputato del Pd e promotore della Legge sulla responsabilità professionale. "Si tratta di una pubblicità che cerca di sfruttare la debolezza dei malati e delle loro famiglie a fini di lucro: un approccio di questo tipo - spiega - ha contribuito a far raggiungere le 300 mila cause legali sul contenzioso in sanità e un costo della medicina difensiva di 13 miliardi di euro".

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