Allarme sindacato medici, con quota 100 via in 70mila

Anaao-Assomed, non basteranno neo specialisti

Redazione ANSA ROMA

- Il Governo si appresta a riformare la Legge Fornero introducendo la quota 100: l'uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari. Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, porterà fuori dagli ospedali circa 70 mila tra medici e dirigenti medici. A lanciare l'allarme il sindacato dei medici Anaao Assomed con un'analisi delle ricadute della riforma delle pensioni sul Servizio sanitario nazionale. 

 "Non basteranno i giovani neo specialisti a sostituirli, ma soprattutto è a rischio la qualità generale del sistema, perché i processi previdenziali sarebbero così rapidi e drastici da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica", sottolinea il sindacato. Superato lo scalone previdenziale creato dalla Legge Fornero - spiega l'analisi - i medici e i dirigenti sanitari abbandonano il lavoro con una età media di 65 anni, grazie anche ai riscatti degli anni di laurea e specializzazione. La riforma determinerà in un solo anno l'acquisizione del diritto al pensionamento di ben 4 scaglioni, "diritto che verrà largamente esercitato visto il crescente disagio lavorativo per la massiccia riduzione delle dotazioni organiche". Il Conto annuale dello Stato mostra che dal 2010 al 2016 i medici e i dirigenti sanitari in servizio sono diminuiti di oltre 7.000 unità. Questo ha permesso alle Regioni una riduzione delle spese per il personale che limitatamente al 2016 ammonta a circa 600 milioni di euro. Diversi miliardi, se il calcolo viene effettuato dal 2010 ad oggi".
   

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