Papa a oncologi, grazie per aiuto a uscire da tunnel

Pontefice riceve delegazione Associazione italiana oncologia medica

Redazione ANSA ROMA

"Grazie per il lavoro che fate ogni giorno con le vostre mani, con il vostro cuore e con la vostra mente per aiutare milioni di pazienti oncologici a uscire dal tunnel". Con queste parole Papa Francesco ha ringraziato gli oncologi dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e Fondazione Aiom durante l'udienza che si è svolta in Vaticano, in occasione della quale è stato presentato al Santo Padre il progetto 'Cancro, la prevenzione non si ferma dopo i 65 anni'.

"Datemi le vostre mani - ha affermato Papa Francesco, come riportato da Aiom - perché sono quelle che voglio benedire. E datemi il vostro cuore, affinché il Signore vi guidi nel lavoro che fate". 

"Ringraziamo il Santo Padre - hanno affermato Stefania Gori, presidente Aiom, e Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione Aiom - per la sua vicinanza ai pazienti e al lavoro degli oncologi". I due presidenti hanno ricevuto la benedizione del Pontefice, presentandogli il progetto che mira alla prevenzione del cancro negli anziani.

- Papa plaude a primo progetto prevenzione cancro tra anziani
  Promosso da Associazione oncologia Aiom. Solo 48% vivo a 5 anni

Plauso di Papa Francesco alla campagna nazionale per il lancio del primo progetto per prevenire e vincere il cancro negli anziani, promosso dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Fondazione Aiom in collaborazione con Senior Italia FederAnziani. La campagna parte da un dato: oggi solo il 48% degli over 70 è vivo a 5 anni dalla diagnosi, rispetto alla fascia 55-69 anni ove la sopravvivenza è invece del 68,2% nelle donne e del 56% negli uomini. Da qui l'iniziativa, presentata oggi in un convegno in Vaticano. L'incontro è stato preceduto da un'udienza in cui il pontefice ha accolto una delegazione di Aiom e di Senior Italia FederAnziani dando, affermano le associazioni, il proprio convinto sostegno a questo importante progetto di sanità pubblica, all'avanguardia anche in campo internazionale. 

Le cause della minore sopravvivenza degli over-70, spiega l'Aiom, sono molteplici: stili di vita scorretti, non inserimento nei programmi di screening che solitamente si fermano all'età di 69 anni, ritardo nella individuazione della malattia, minor accesso alle terapie più efficaci e agli studi clinici. Inoltre, "preoccupa la diffusione di stili di vita scorretti fra gli anziani - spiega Stefania Gori, Presidente nazionale Aiom -. Il 57% degli over 65 è in sovrappeso o obeso, il 10% fuma, il 48,7% è sedentario e solo l'11% consuma 5 o più porzioni di frutta e verdura ogni giorno". Per la prima volta, gli oncologi entreranno quindi nei centri anziani innanzitutto con programmi di prevenzione: "Saranno distribuiti opuscoli sugli stili di vita sani e organizzati dibattiti ma anche corsi di cucina per insegnare le regole della corretta alimentazione e lezioni di danza per favorire l'attività fisica", afferma Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione Aiom. Non solo. Saranno sviluppate campagne per combattere il tabagismo, ancora troppo diffuso fra gli anziani, e l'eccessivo consumo di alcol. Inoltre, saranno realizzati progetti per migliorare l'adesione agli screening, con la richiesta che questi siano estesi oltre i 69 anni per salvare più vite. Ogni anno in Italia più di 184.500 casi di tumore vengono diagnosticati negli over 70 (oltre la metà del totale delle diagnosi). Le 5 neoplasie più frequenti negli uomini che hanno superato questa soglia sono quelle della prostata (20%), polmone (17%), colon-retto (14%), vescica (12%). Nelle donne, al primo posto si trova il carcinoma della mammella (22%), seguito dal colon-retto (17%) e polmone (7%). Grazie al progetto 'Cancro, la prevenzione non si ferma dopo i 65 anni', conclude l'Aiom, "vogliamo aumentare le diagnosi dei tumori in fase iniziale negli anziani. L'attuale ritardo diagnostico, infatti, non permette di somministrare terapie curative, con ripetute ospedalizzazioni e costi ingenti per il sistema sanitario".

Tumori:oncologi,estendere screening preventivi oltre 69 anni
  Aiom,corretti stili vita ed esami regolari anche in età avanzata

Estendere gli screening per la prevenzione oncologica oltre i 69 anni di età, per "salvare molte più vite". E' questa la richiesta dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che ha presentato il progetto per la prevenzione del cancro negli anziani 'Cancro, la prevenzione non si ferma dopo i 65 anni'. In Italia, rileva l'Aiom, il Servizio Sanitario Nazionale fornisce gratuitamente tre programmi di screening anticancro: per il tumore del seno (mammografia ogni 2 anni per le donne tra 50-69 anni), della cervice uterina (Pap test ogni tre anni per le donne tra 25-64 anni) e del colon-retto (ogni due anni per uomini e donne tra 50-69 anni). L'età limite per la mammografia, afferma la presidente Aiom Stefania Gori, "e per il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci è fissata a 69 anni. In realtà, questi esami andrebbero estesi almeno fino a 74 anni, perché hanno contribuito a ridurre in maniera costante e statisticamente significativa la mortalità per queste neoplasie". L'età, spiega, "è uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo del cancro e in Italia, alcune Regioni, tra cui Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lombardia, hanno ampliato in maniera strutturata fino a 74 anni la fascia d'età da coinvolgere in questo programma di screening, seguendo l'indicazione dell'ultimo Piano Nazionale della Prevenzione. Nel 2016 però è rimasto invariato il numero di donne sopra i 70 anni sia invitate che aderenti allo screening mammografico: quindi, nulla è cambiato nei fatti in gran parte del nostro Paese".

Ogni anno in Italia più di 184.500 casi di tumore vengono diagnosticati negli over 70 (oltre la metà del totale delle diagnosi). La relazione fra invecchiamento e cancro, sottolinea Gori, "è legata, da un lato, all'accumulo con l'avanzare dell'età dei fattori cancerogeni nell'organismo, dall'altro, alla diminuzione delle capacità di difesa e dei meccanismi di riparazione". Ma molto contano anche gli stili di vita: in 40 anni (1975-2015), spiega il presidente Fondazione Aiom Fabrizio Nicolis, "la speranza di vita si è molto allungata. Ecco perché diventa fondamentale correggere il proprio stile di vita e sottoporsi a regolari screening anche in età avanzata".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA