Vaccini: sì del Senato al rinvio ma resta autocertificazione

Crescono regioni pro-vax.Nuovo attacco a Burioni,pure a Bebe Vio

Redazione ANSA ROMA

 Primo sì, da parte del Senato, al rinvio dell'obbligo vaccinale per la frequenza scolastica anche se, per il prossimo anno, i genitori dovranno comunque presentare la certificazione delle avvenute vaccinazioni obbligatorie. Palazzo Madama, infatti, ha approvato il 6 agosto il decreto Milleproroghe, in base al quale per il prossimo anno scolastico tutti i bambini, compresi quelli sprovvisti di documentazione sulla loro vaccinazione, potranno accedere alle scuole per l'infanzia e le sanzioni per chi viola l'obbligo slittano al 2019-2020.
    Tuttavia - in attesa che il decreto venga convertito definitivamente in legge con il passaggio alla Camera, previsto però non prima di settembre per la pausa estiva - le famiglie con la riapertura delle scuole dovranno ancora presentare l'autocertificazione. Intanto si allarga il fronte delle Regioni pro-vax che, pronte ad un eventuale ricorso alla Consulta, chiedono venga mantenuto l'obbligo vaccinale per frequentare nidi e materne, annunciando norme regionali in questa direzione: oltre a Umbria, Campania e Calabria (in quest'ultima regione è già vigente una norma in tal senso), oggi anche il presidente della Toscana, Enrico Rossi, ha affermato che se ci sarà un rinvio a livello nazionale delle disposizioni sull'obbligo, la Toscana procederà all'approvazione della sua legge regionale.


    Sulla stessa linea pure la Sardegna. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, ha invece dichiarato di essere "favorevole ai vaccini e penso - ha detto - che la gente si debba vaccinare, ma con il convincimento, non con la coercizione". Una posizione analoga anche per la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia. Il dibattito resta dunque accesso, con il vicepremier Luigi Di Maio che oggi ha ribadito come il Movimento 5 Stelle sia "fermamente convinto che le vaccinazioni ai bambini vanno fatte e per il governo sono una priorità", ma "la sanzione è un approccio sbagliato" e "non si possono danneggiare i bambini negando loro il diritto di studio". Sul fronte opposto Forza Italia, che parla di "governo irresponsabile". Boccia il rinvio dell'obbligo vaccinale il Pd, avvertendo che "non si può fare politica sulla pelle dei bambini": nei circoli PD e nelle feste dell'Unità, afferma il segretario Maurizio Martina, "sosteniamo con una Petizione l'appello di tanti cittadini, perché il diritto alla salute dei bambini non si rinvia". Ed oggi in Senato ci sono stati 50 interventi del gruppo del Pd, all'inizio della seduta, proprio per protestare contro il rinvio delle sanzioni per chi non vaccina, mentre Vasco Errani (Leu) chiede che il governo riferisca in Senato.


    Un clima acceso che ha registrato anche prese di posizione ed attacchi da parte di esponenti no-vax. Preso di mira il virologo Roberto Burioni che, dopo l'invettiva di ieri da parte di una madre contraria all'obbligo vaccinale, oggi ha subito un nuovo attacco via twitter. E' stato infatti pubblicato un fotomontaggio di Burioni imbavagliato davanti ad una bandiera delle Brigate Rosse e la scritta - a firma Samuele Rizzo - "attento prezzolato a libro paga", secondo l'autore del post, delle aziende farmaceutiche. "Mai preso un centesimo", è la replica del medico, che ha ricevuto la solidarietà del segretario Pd Martina e di Matteo Renzi. Attaccata anche la campionessa paralimpica Bebe Vio che, colpita da meningite nell'infanzia, è una convinta paladina pro-vax. 
   

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