Polizia, nessun assalto ad ambulanza a Napoli ma incidente

Il mezzo avrebbe agganciato un paletto di ferro. De Magistris, aspettiamo le scuse. Ma la Croce Rossa non ci sta

Redazione ANSA

E' stato un incidente e non un'aggressione il caso dell'ambulanza di Napoli colpita da un paletto di ferro il 12 maggio. Lo ha chiarito la polizia che indaga dopo la denuncia e che si sta orientando concretamente sulla natura accidentale e non dolosa dell'incidente. In sostanza, l'ambulanza in movimento avrebbe agganciato un paletto di ferro che si è schiantato contro la fiancata del mezzo.

De Magistris, ambulanza non fu assaltata,aspettiamo le scuse "Tutto è stato tranne che un'aggressione all'ambulanza, ai medici e agli infermieri" dice il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in merito all'aggressione con un paletto di ferro ai danni di un mezzo del 118 denunciata sabato scorso dal direttore della centrale operativa del 118 Giuseppe Galano, e da Paolo Monorchio, presidente della Croce Rossa di Napoli. "Spiace - ha detto de Magistris - che approfittando di un episodio che sembrava andare in una direzione qualcuno ha pensato di utilizzarlo subito strumentalmente. Ormai appare chiaro da quello che emerge dai primi risultati investigativi, e dalle segnalazioni che i cittadini hanno trasferito agli organi istituzionali, che ci troviamo di fronte a una vicenda da una pare probabilmente casuale, uno scontro contro dei tubi di ferro, e per altri aspetti non anticipo cosa perché ancora al vaglio degli organi investigativi. Ci aspettiamo le scuse". Il presidente dell'Ordine dei Medici, Scotti, dopo l'episodio paragonò Napoli a Raqqa, la città siriana distrutta dall'Isis.

Immediata la risposta del Presidente della Croce Rossa di Napoli, città deve chiederci scusa
 "Dispiace che si debba chiedere scusa, le uniche scuse le devono avere gli operatori del 118 che non avranno subito 32 aggressioni ma ne hanno subite di sicuro 31 dall'inizio dell'anno, un dato abnorme che non si registra in nessuna altra parte d'Italia". E' amareggiato il presidente provinciale della Croce Rossa, Paolo Monorchio, la cui ambulanza, in servizio per il 118, lo scorso 12 maggio è stata coinvolta in un incidente che in un primo momento è apparso come un'aggressione. "Innanzitutto va detto che io ho ascoltato gli operatori dell'ambulanza in questione che mi hanno confermato, come già scritto nella relazione e nella denuncia, di non aver avuto nessuna sensazione di aver colpito nulla ma che nel camminare, in codice rosso, hanno avuto questo colpo per cui si è rotto il vetro del finestrino. Se fosse stato un incidente, e può succedere, non ne hanno avuto la sensazione", premette Monorchio che, però, va anche oltre. E cioè a tutta la polemica che dopo quell'incidente si è creata tra il presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli che ha detto che Napoli è come Raqqa e il sindaco di Napoli che ha parlato di strumentalizzazioni e ha chiesto le scuse alla città. "Le uniche scuse le devono avere gli operatori del 118, cioè coloro che di notte, 24 ore su 24, 356 giorni l'anno, soccorrono le persone in difficoltà. Parliamo di aggressioni continue, di schiaffi, spintoni, insulti - dice Monorchio - mi dissocio dal fare le scuse, queste richieste dalle autorità sono fuori luogo. Il problema delle aggressioni esiste ed oggi è stato riconosciuto anche dal Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza". "Ripeto, è la città di Napoli che deve chiedere scusa ai nostri operatori che nonostante un finestrino rotto ed una infermiera ferita non hanno certo fermato la loro corsa - conclude - Invece di dividerci dovremmo essere uniti e vicini a chi opera. Se ci si divide daremo la possibilità a quei pochi che si comportano male di continuare a farlo".

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