In ospedale si muore più nel week end, ma ora dato in calo

Studio Usa sugli attacchi cuore, in 14 anni differenza giù dell'1,3%

Redazione ANSA ROMA

Grazie alle cure più moderne negli ultimi anni il cosiddetto 'effetto week end', per cui si muore di più in ospedale se si hanno attacchi di cuore nel fine settimana o di notte, si è assottigliato, ma rimangono differenze nella mortalità. Lo afferma uno studio della American Heart Association pubblicato dal Journal of the American College of Cardiology.
    L''effetto week end' è stato documentato da diversi studi, e vale per gli attacchi cardiaci ma anche per altri eventi gravi come ictus e embolie polmonari. I ricercatori hanno confrontato i dati del 2000 sulla mortalità per arresto in 470 ospedali degli Usa con quelli del 2014, per oltre 140mila pazienti, osservando un piccolo miglioramento. Se vent'anni fa durante la settimana la sopravvivenza era del 16% in tempi più recenti è passata al 25,2%, mentre di notte e nei week end il balzo è stato dall'11,9% al 21,9%. Il gap si è quindi ristretto dell'1,3%, nota l'autore principale, Uchenna Ofoma della Temple University, ma ancora rimane. "La differenza non si manifesta durante la fase in cui il paziente viene rianimato, che ha una mortalità costante - spiega -, ma nel periodo successivo. La minore disponibilità di staff, i cambiamenti di turno che portano i pazienti ad essere seguiti da personale che non li conosce e la minore prontezza quando si lavora di notte sono tutte possibili cause del fenomeno". (ANSA).
   

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