Sbiancamento, mai farlo senza visita odontoiatrica

Dottor Landi, gengive infiammate, carie e ipersensibilità denti sono controindicazioni

Redazione ANSA

Se eseguito in modo corretto e in presenza di denti e gengive sane non è dannoso, ma deve essere sempre preceduto da una visita odontoiatrica. Si tratta dello sbiancamento dentale, che ha come obiettivo quello di schiarire il colore dei denti al fine di migliorarne l’aspetto estetico. Specialmente d’estate, in associazione all’abbronzatura - spiega Luca Landi, presidente eletto della Società Italiana di Paradontologia e Implantologia (Sidp) - aumenta la richiesta di trattamenti che rendano il sorriso luminoso. Ma sono necessari alcuni requisiti: non devono essere presenti infiammazione gengivale, carie, anomale ipersensibilità dentale.

Una diagnosi e la valutazione di idoneità allo sbiancamento, ricorda Landi, sono condizioni indispensabili come indica chiaramente il DM 05/11/2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26/01/2012 n.22. L’applicazione non corretta dei prodotti per lo sbiancamento dentale o la presenza di condizioni orali non adeguate, può determinare l’insorgenza di effetti collaterali anche gravi come un’aumentata sensibilità dentale e ustioni delle mucose orali.

Per lo sbiancamento dentale si utilizzano gel a base di perossido di idrogeno o perossido di carbammide, in concentrazioni variabili a seconda che venga effettuato uno sbiancamento nello studio odontoiatrico o a casa. Questi prodotti, continua Landi, non schiariscono il colore delle otturazioni, delle corone e dei denti devitalizzati: anche per questo motivo occorre prima effettuare una valutazione con il proprio dentista. Quando viene eseguito lo sbiancamento dentale domiciliare, con mascherine universali o personalizzate sulla base di impronte rilevate in studio, è importante effettuare la prima applicazione in presenza dell’odontoiatra o dell’igienista dentale, in modo da identificare eventuali reazioni avverse o difficoltà, personalizzare la durata delle applicazioni e pianificare controlli per monitorare i risultati e l’insorgenza di effetti collaterali.

L’uso di prodotti cosmetici per lo sbiancamento dentale contenenti tra lo 0,1% e il 6% di perossido di idrogeno si considera SICURO solo se vengono seguite le indicazioni percorribili unicamente all’interno di uno studio odontoiatrico e sotto il diretto controllo dell’odontoiatra o dell’igienista dentale. I prodotti venduti in farmacia o dalla grande distribuzione e che si possono autosomministrare hanno concentrazioni di perossido di idrogeno inferiori allo 0,1% e sono certamente molto meno efficaci.

Prima di sottoporsi allo sbiancamento è poi indispensabile effettuare una seduta di igiene orale professionale ed eliminare le macchie sui denti causate dal fumo, cibi e bevande (quali caffè, the, tisane, liquirizia, carciofi, vino rosso, frutti di bosco, …). L’assenza di salute gengivale e dentale rende infatti la procedura di sbiancamento potenzialmente dannosa e pericolosa, mentre la mancata rimozione delle macchie dentali la rende sostanzialmente inefficace. La durata dell’effetto dello sbiancamento, conclude il dott. Landi, è variabile e in relazione alle abitudini del paziente (fumo, assunzione di caffè, thè etc) e ad una corretta igiene orale quotidiana. Possiamo quindi dire che lo sbiancamento dentale è una procedura sicura ed efficace solo se vengono seguiti i protocolli diagnostici e operativi corretti e se informato il paziente su limiti ed eventuali rischi o effetti collaterali del trattamento.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE: