Dalla A alla K, carta d'identità delle vitamine per i bimbi

Medici del Bambino Gesù, no a integratori sì ad alimentazione sana

Redazione ANSA ROMA

'A' come sviluppo della vista, 'B' come sviluppo psichico e motorio, 'C' come protezione dei vasi sanguigni e delle articolazioni, 'D' come rafforzamento delle ossa, 'E' come potenziamento del sistema immunitario, 'K' come corretta coagulazione del sangue. A illustrare la 'carta di identità' delle vitamine sono gli esperti del Bambino Gesù nel nuovo numero del magazine digitale 'A Scuola di Salute', diretto da Alberto Ugazio, direttore del Dipartimento di Medicina pediatrica dell'ospedale pediatrico della Santa Sede.


    Le vitamine sono nutrienti indispensabili per il mantenimento in salute dell'organismo ma, poiché il nostro corpo non ne sintetizza a sufficienza, "vanno assunte attraverso un'alimentazione equilibrata e varia, basata sul consumo di alimenti di origine animale e vegetale secondo i principi della dieta mediterranea", spiegano i medici del Bambino Gesù. E questo in teoria basterebbe anche per chi fa attività sportiva agonistica. Il problema è che a volte bambini e ragazzi hanno un'alimentazione squilibrata, ad esempio non mangiano pesce, carne o legumi, ricchi di vitamine. Cosa fare quindi? A volte i genitori somministrano ai figli multivitaminici e integratori perché li vedono stanchi o svogliati, oppure per aumentare il loro rendimento scolastico o perché mangiano poco. "Ma in realtà non servono - precisano gli esperti - e i bambini sani non li dovrebbero utilizzare mai. Se il bambino ha un'alimentazione varia che comprende verdura, frutta, latte o latticini, pesce e carne, assume anche tutte le vitamine di cui ha bisogno".

Tuttavia ci sono anche delle eccezioni: "previo controllo medico, infatti, in adolescenza e in caso di sport a livello agonistico potrebbe essere utile l'incremento di Vitamina D". 
   

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