Comitato Bioetica, sì a farmaco che sospende pubertà

Per bimbi che non si riconoscono in sesso di nascita. I consigli dei medici

Redazione ANSA ROMA

 La triptorelina, il farmaco che 'sospende' la pubertà usato nei bambini e negli adolescenti con disforia di genere, la patologia per cui non ci si riconosce nel sesso di nascita, può essere usato a patto di seguire alcune precauzioni. Lo afferma il Comitato Nazionale di Bioetica (Cnb) in un parere. Secondo il documento è ammesso l'uso del farmaco a patto "che la diagnosi e la proposta di trattamento provengano da un'équipe multidisciplinare e specialistica; che il trattamento sia limitato a casi ove gli altri interventi psichiatrici e psicoterapeutici siano risultati inefficaci; che il trattamento preveda un consenso volontario e consapevole delle informazioni ricevute nelle specifiche condizioni fisiche e psichiche; che si preveda un'adeguata formazione del pediatra, della rete socio-sanitaria di base e delle istituzioni scolastiche coinvolte su questi temi".


    Proprio alla disforia di genere è dedicata una guida realizzata dall'Associazione Medici Endocrinologi (AME), in collaborazione con Consulcesi Club. Pediatri e medici di famiglia, scrivono gli esperti dell'Ame, "svolgono un ruolo fondamentale nell'instaurare un dialogo costruttivo, evitando che i genitori puniscano i bambini o tentino di instillare in loro sentimenti di vergogna al solo fine di modificarne i comportamenti. Non considerare la varianza e la disforia di genere come disturbi è indispensabile in età infantile, senza sottovalutare, però, espressioni di malessere che possono insorgere". Il consiglio è di farsi seguire da personale qualificato.
    "Molti centri specializzati e professionisti qualificati in Italia offrono la loro competenza - spiegano gli endocrinologi - e un team multi-disciplinare per accogliere i bambini e le loro famiglie che manifestino un disagio intenso, attraverso un percorso che preveda un indispensabile sostegno ai genitori e un lavoro che accompagni nel tempo il bambino/bambina nell'esplorazione della propria identità e percezione di sé".
   

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