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Biotestamento: Sno, legge di civiltà e libertà molto attesa

'Ora migliorare e uniformare condotte clinico-terapeutiche'

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RIMINI - Una legge attesa da tempo da parte di medici, pazienti, familiari e Associazioni. "Una legge di civiltà e di libertà, poiché rispetta gli orientamenti e le volontà consapevoli, coscienti e anticipate sul 'fine vita' nell'ipotesi in cui sopravvenga 'una perdita irreversibile della capacità di autodeterminarsi'". E' questo il giudizio sul biotestamento della Sno, la società delle neuroscienze ospedaliere, espresso in occasione del 53/o congresso nazionale in corso a Riccione.

Un tema, quello della regolamentazione del fine vita, che è da sempre, necessariamente, al centro della riflessione di questa società. Neurologi, neurochirurghi e neruoradiologi sono infatti in prima linea nell'assistenza e cura delle patologie neurologiche e neurochirurgiche comprese le malattie neurodegenerative a evoluzione progressiva e prognosi infausta, le lesioni traumatiche cerebrali irreversibili e le neoplasie cerebrali in fase terminale. La legge - ricordano dalla Società - tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato del paziente. Il malato ha quindi il diritto di essere informato circa la diagnosi, la prognosi, i benefici e i rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari, ha il diritto di essere informato su possibili alternative e sulle conseguenze dell'eventuale rifiuto dei trattamenti sanitari che ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare in tutto o in parte.

La novità che la legge introduce è che sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l'idratazione artificiale, in quanto somministrati su prescrizione medica. "La Sno - spiega il consiglio direttivo - nel pieno rispetto della vita umana vuole sollecitare il bisogno di migliorare e uniformare le condotte clinico-terapeutiche del 'fine vita'; assicurare ogni possibile sostegno ai malati cronici o terminali e alle loro famiglie ed infine lavorare per sensibilizzare la popolazione e i media al riguardo".

In collaborazione con:
Sanità: giovane e multidisciplinare a Riccione congresso Sno

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