Cardiologi, addio contapassi arriva coach virtuale cuore sano

Da gennaio app per attività fisica su misura.Campagna con medici

Redazione ANSA ROMA

   Addio contapassi e, dal 21 gennaio, arriva un 'coach' virtuale per il cuore sano. Grazie a un'app gratuita sarà infatti possibile ricevere un programma di attività fisica tagliato su misura sulle proprie caratteristiche cliniche e preferenze di movimento, ma, soprattutto, efficace per prevenire gli eventi cardiovascolari e migliorare la salute e la qualità di vita. Lo prevede la Campagna PERCORSO (PERché Camminare favOrisce la Riduzione del riSchio cardiOvascolare), promossa dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC), con il patrocinio della Società italiana di medicina generale (Simg) e il contributo di Menarini. L'app - scaricabile su smartphone, di utilizzo semplice e intuitivo e presentata in occasione del congresso nazionale SIC che si apre oggi a Roma - è un vero e proprio "foglietto illustrativo" per l'attività fisica: indica l'esercizio più adatto a ciascuno ma anche i tempi di recupero fra una sessione e l'altra e la "dose" di movimento, dal numero di passi alle vasche in piscina. Inoltre, consente di monitorare i propri progressi e ricevere anche consigli pratici per ottimizzare l'attività fisica.
    "Sappiamo che la sedentarietà fa male, eppure oltre la metà degli italiani non si muove abbastanza. Sappiamo anche che le malattie cardiovascolari sono al primo posto fra le cause di morte e che l'esercizio fisico può ridurne il rischio come un farmaco, ma il consiglio generico di camminare tre volte a settimana per almeno 20 minuti non basta per ridurre il rischio vascolare - osserva Giuseppe Mercuro, presidente SIC -. Per invertire la rotta è necessario considerare realmente l'attività fisica una medicina e prescriverla come tale, personalizzando il trattamento e fornendo ai pazienti un vademecum che li guidi e li informi su indicazioni, tempi, dosi del movimento". 

-Gelo nemico cuore, +34% pericolo infarto in chi è a rischio
Cardiologi, in inverno importante anche 'aggiustare' la terapia

Il gelo è nemico del cuore: il pericolo di infarto cresce infatti fino al 34% in chi è a rischio cardiovascolare e fa grossi sforzi fisici al gelo, specialmente al mattino presto, perché il mix di freddo e fatica fa salire la pressione arteriosa e il battito cardiaco aggravando ulteriormente il rischio di attacchi cardiaci. A mettere in guardia sulla relazione 'pericolosa' tra bassa temperatura e rischio di infarto sono i cardiologi, in occasione del 79/mo Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia (SIC). Nelle giornate invernali particolarmente rigide cresce infatti il pericolo, con il freddo intenso che può mandare in tilt il cuore nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare, perché la vasocostrizione da temperature polari può provocare la rottura delle placche aterosclerotiche. E il pericolo di infarto aumenta di 6 volte anche nei giorni successivi a infezioni respiratorie come raffreddore, tosse o influenza, molto comuni in inverno. Il pericolo, insomma, sussiste ogni volta che la temperatura scende sotto lo zero. Al contrario, l'aumento di 8 gradi di temperatura riduce il rischio d'infarto del 3%, come ha dimostrato lo studio Swedeheart. Gli studi che indicano il freddo intenso come un possibile pericolo per cuore e vasi sono numerosi: "una recente indagine svedese condotta su oltre 274.000 pazienti con problemi cardiovascolari seguiti nell'arco di 16 anni, pubblicata su JAMA, ha dimostrato che nelle giornate con una temperatura al di sotto di 0 gradi il numero di infarti cresce - spiega Giuseppe Mercuro, Presidente SIC -. La neve invece non sembra un fattore di rischio; quello che conta è sempre la bassa temperatura che è l'elemento maggiormente associato all'aumento della probabilità di eventi cardiovascolari. Tuttavia, anche la velocità del vento, un minore numero di ore di luce e la bassa pressione atmosferica fanno salire il pericolo. In altri termini, le giornate invernali sono quelle in cui la probabilità di problemi cardiovascolari è massima". Il suggerimento, avvertono gli esperti, è anche quello di 'aggiustare' dal cardiologo la terapia anticoagulante, riducendo l'esposizione al freddo attraverso abbigliamento e riscaldamento adeguati.

Il meccanismo responsabile dell'aumento del rischio di attacco cardiaco dopo un'esposizione al freddo intenso è legato a molti fattori, tra cui "il più importante è l'effetto di vasocostrizione indotto dalle basse temperature - osserva Ciro Indolfi, presidente eletto SIC -. Il restringimento dei vasi sanguigni infatti potrebbe indurre una rottura della placca coronarica e provocare la formazione di un trombo". Tutto questo è vero soprattutto in pazienti che non sono in perfette condizioni di salute o hanno numerosi fattori di rischio cardiovascolare, per esempio colesterolo alto, ipertensione, pregressi infarti. L'eventualità di un infarto inoltre è consistente specialmente se si sceglie di fare attività fisica al mattino, fra le 6 e le 10, quando la probabilità di eventi cardiovascolari è massima nell'arco delle 24 ore. Infine, non bisogna dimenticare che anche le infezioni respiratorie, molto frequenti durante la stagione invernale e anch'esse in parte favorite dal freddo eccessivo, avverte Indolfi, "possono contribuire ad aumentare il rischio di infarto: nei giorni successivi a raffreddore o influenza, la probabilità di un attacco di cuore può aumentare fino a sei volte, soprattutto nei pazienti più fragili".

Cardiologi, 5% malattie cuore a causa dell'inattività fisica
Dieci raccomandazioni prima, durante e dopo il movimento

È ormai certo che l'inattività fisica sia uno dei fattori di rischio coronarico più rilevanti: si stima, infatti, che proprio ad essa siano imputabili il 5% delle malattie cardiache, il 7% del diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon, mentre il movimento è il caposaldo del benessere cardiovascolare. Ad affermarlo, richiamando all'importanza dell'attività fisica, sono i cardiologi in occasione del 79/mo Congresso della Società italiana di cardiologia (Sic) che si apre oggi a Roma. Da qui l'avvio della campagna 'Percorso' con i medici di famiglia e l'app gratuita che sarà disponibile dal 21 gennaio su Apple Store e Google Store per delineare un programma personalizzato di attività: il paziente potrà inserire pochi parametri come peso, altezza, frequenza cardiaca, patologie, creando un proprio profilo che viene quindi associato a uno specifico livello di aspettativa di movimento. Questa "viene espressa come numero di passi rilevabili dall'app stessa, una gran parte dei quali da effettuare per 5 giorni a settimana con una cadenza di almeno 100 passi al minuto e per non meno di 10 minuti continuativi mantenendosi a un livello di attività moderato-intenso, pari al 40-60% della frequenza cardiaca di riserva: camminare è infatti la modalità di esercizio che chiunque può compiere, adattandola alle proprie condizioni fisiche", spiega Pasquale Perrone Filardi, Direttore Scuola di Specializzazione in Malattie Apparato Cardiovascolare Università Federico II di Napoli. Dalla SIC, inoltre, 10 raccomandazioni per l'attività fisica: evitare il fumo, in particolare nelle 2 ore precedenti la seduta di training; non svolgere attività fisica se si rileva pressione elevata, superiore ai 200 su 110 mmHg; non svolgere attività fisica in presenza di febbre, infezioni virali o debolezza; adattare abbigliamento, tipo e intensità d'esercizio alle condizioni ambientali; prevedere sempre una fase di riscaldamento e di defaticamento; osservare un'adeguata idratazione; evitare di eccedere nello sforzo fisico; evitare l'assunzione di integratori il cui contenuto non sia noto; interrompere l'attività fisica e consultare il medico in caso di dolore toracico; evitare la doccia calda nei 15 minuti successivi all'interruzione dell'esercizio.

   

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