8 scatti d'autore, una mostra racconta cosa vorrebbero fare i pazienti

Coinvolti 60 centri ematologici, focus sul valore del tempo

Redazione ANSA ROMA

Il tempo è il bene più prezioso per più di 1 italiano su 3 e ora diventa immagine nella campagna "Non bruciare il tempo, mettilo a fuoco - Uno scatto contro il linfoma", che ha coinvolto 60 Centri ematologici italiani e ha così raccolto oltre 250 pensieri di pazienti, famigliari, medici che vivono da vicino l'esperienza di un tumore del sangue. Gli scatti realizzati dall'Istituto Italiano di Fotografia saranno esposti nella Galleria Alberto Sordi di Roma fino al 18 ottobre, mentre nei prossimi mesi una selezione delle più belle frasi e foto amatoriali abbelliranno le sale dei Centri ematologici partecipanti. Che cosa fare con tre ore di tempo in più? A Genova c'è Carlo, che vorrebbe prendere del pesce fresco al mercato Orientale e preparare una cena alla moglie. Intanto qualche chilometro più a Sud, a Taranto, Elisabetta si dedicherebbe volentieri alla sua passione più dolce, la cake design. C'è Giuseppe che ad Avezzano (L'Aquila) passerebbe ogni secondo insieme a suo figlio, mentre ad Arezzo Paolo vorrebbe solo sedersi a tavola con i suoi nipotini. C'è poi Francesco di Santa Venerina (Catania), che ringrazia in rima i medici, ripromettendosi di non sprecare più il tempo guadagnato, mentre a Vimodrone (Milano) Gianandrea vuole "semplicemente vivere" e non lasciarsi sfuggire la possibilità di ricevere e donare un'emozione. Infine, a Messina, Andrea vorrebbe impedire al tempo di "fare tardi troppo presto" e Rebecca a Roma regalerebbe il tempo in più a chi di tempo ne ha avuto troppo poco. "Il tempo è un bene importante per tutti - ha commentato Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche che ha sponsorizzato l'iniziativa - ma per una persona con un tumore del sangue e per i suoi familiari lo è ancora di più.
    Come azienda fortemente impegnata nelle neoplasie ematologiche sentiamo la responsabilità di investire, da un lato, in terapie innovative che aggiungano più giorni alla vita e, dall'altro, in formulazioni sempre meno invasive che restituiscano ai pazienti ore preziose da passare con i propri cari. Giovanni Pizzolo, Professore di Ematologia, Università di Verona, Vicepresidente della Società Italiana di Ematologia, spiega che "Ogni anno i linfomi colpiscono più di 16 mila persone solo in Italia. Sono tumori del sangue che coinvolgono principalmente i tessuti linfatici, in particolare i linfonodi, e sottraggono anni di vita di qualità ai pazienti, soprattutto a quelli più fragili come gli anziani. I linfomi costringono infatti le persone a trascorrere ore in ospedale per le terapie, ore che di fatto sono rubate ad altre attività più utili o semplicemente più piacevoli. Proprio perché il progresso terapeutico ha permesso, grazie all'impiego dei cosiddetti farmaci intelligenti che colpiscono selettivamente le cellule malate, di raggiungere punte di guarigione dell'80%, credo sia un dovere ricorrere, quando possibile, alle nuove somministrazioni più veloci e meno invasive. È un passaggio necessario per garantire la qualità di vita dei pazienti e anche per decongestionare le strutture ospedaliere, permettendo così di trattare un numero maggiore di pazienti e di abbattere le liste d'attesa". "Ogni cittadino ha il diritto a veder rispettato il proprio tempo - ha aggiunto il Senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, membro della 12ª Commissione Permanente Igiene e Sanità - ma oggi purtroppo si stima che i pazienti italiani e i loro famigliari trascorrano nei Day Hospital oncologici ed ematologici, per ogni terapia, una media di 5 ore, sprecando così fino al 90% del loro tempo''. 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA