Uomini italiani disinformati sul tumore della prostata

Nel 31% dei casi lo ritengono fra i meno pericolosi

Redazione ANSA ROMA

 Gli uomini italiani conoscono poco o per niente il tumore della prostata, ritenendolo nel 31% dei casi fra i meno pericolosi per la propria salute, rispetto ad altri più temuti come quello al pancreas (47%) e al polmone (28%). Ne parla Vincenzo Mirone, professore di urologia all'Università di Napoli in vista del mese dedicato alla sensibilizzazione sulla salute maschile, promossa anche dal movimento globale Movember e a cui aderiscono la Società italiana di urologia e l'azienda Janssen. "Quella maschile è una percezione - spiega Mirone - dovuta al fatto che il tumore alla prostata viene stimato curabile con vari metodi ed anche diagnosticabile con qualche esame che non ricordano di preciso. Una minoranza di uomini invece lo considera un tumore molto diffuso, che limita l'uomo fisicamente, creando un importante stato depressivo che incide sulla qualità della vita quotidiana e su quella sessuale". L'esperto indica tuttavia che, grazie ai progressi della ricerca, "anche per questa patologia ci sono nuove prospettive in termini di terapie che hanno dimostrato di stabilizzare la malattia a lungo termine". Si tratta di terapie senza chemio, indicate anche in pazienti con un tumore aggressivo, metastatico già alla diagnosi. "Questi casi, che normalmente fino a oggi sono stati trattati con ormonoterapia in combinazione a chemioterapia, possono essere affrontati oggi con questi nuovi agenti terapeutici". (ANSA).
   

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