L'associazione degli ospedali pediatrici difende l'obbligo vaccini

Mancata approvazione o ridimensionamento sarebbe autogol per la salute

Redazione ANSA ROMA

L'Associazione che riunisce gli Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) si schiera a favore del decreto per le vaccinazioni obbligatorie per iscriversi a scuola. Unendosi alle considerazioni delle società scientifiche e delle associazioni che hanno collaborato alla redazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017 - 19, auspicano una rapida conversione in legge del decreto Lorenzin. In particolare i direttori dei maggiori ospedali e presidi pediatrici italiani condividono quanto espresso dalla SITI:"La mancata approvazione o un ridimensionamento sulla base di compromessi politici e non evidenze scientifiche vanificherebbe il lavoro fatto fin qui dal Ministero, dalle Regioni e dagli operatori in tema di politiche vaccinali lanciando un messaggio destabilizzante alla popolazione che finalmente sta reagendo alla 'esitazione vaccinale' dilagante. Auspichiamo certamente interventi migliorativi, se possibili, tra cui l'inserimento della vaccinazione antipneumococcica per la quale l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte indicato negli scorsi anni come essere quella a più alta priorità di introduzione ed applicazione in tutti i paesi del mondo, per l'elevata incidenza e mortalità connesse alle malattie pneumococciche tra cui rivestono particolare importanza Per il presidente Alberto Villani della SIP "Chi sostiene che 12 vaccini obbligatori sono troppi e andrebbero ridotti ignora le evidenze scientifiche che hanno portato il Ministero della Salute, sostenuto dall'Istituto Superiore di Sanità e dalle Società Scientifiche a scegliere la strada dell'obbligo vaccinale. Tornare indietro sarebbe un pericoloso autogol per la salute dei cittadini''.
    Infine l'AOPI ricorda quanto ha affermato di recente il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi nella sua audizione in Parlamento: "In Italia nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%, e questo è un segnale allarmante perché significa che decine di migliaia di bambini e adolescenti sono esposti a rischi inutili. In tali situazioni si deve intervenire per prevenire le epidemie prima che esplodano… Prevenire significa appunto intervenire prima che la gente si ammali e muoia".
    Senza dimenticare che l'obbligo vaccinale è solo 'un passaporto' per accedere a scuola, mentre non è trascurabile il valore di un Piano nazionale di Prevenzione vaccinale che è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza e che grazie ad un investimento anche di natura economica da parte dello Stato, offre l'opportunità a tutti i cittadini italiani (di qualsiasi età) di essere protetti nei confronti delle malattie prevenibili con il vaccino. 
   

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