Vecchio vaccino per la tubercolosi efficace per il diabete giovanile

Test clinici, glicemia pazienti sotto controllo a lungo termine

Redazione ANSA ROMA

Un vaccino usato da un secolo per prevenire la tubercolosi, il bacillo Calmette-Guérin (BCG), funziona anche come vaccino terapeutico per il diabete giovanile, quello insulino-dipendente.
    Lo dimostrano i risultati a distanza di 8 anni di un trial clinico condotto su pazienti con diabete di tipo 1 presso il Massachusetts General Hospital (MGH) di Boston e riportati sulla rivista npj Vaccines.
    Un gruppo di pazienti che avevano già la malattia da molto tempo ha fatto due iniezioni del vaccino a distanza di 4 settimane l'una dall'altra e dopo 3 anni ha visto normalizzarsi i livelli di zucchero nel sangue (glicemia). L'effetto del vaccino perdura dopo ulteriori cinque anni di osservazione.
    Il diabete di tipo 1 o insulino-dipendente è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario del paziente attacca il pancreas, in particolare la parte dell'organo deputata a produrre insulina (ormone che regola lo zucchero nel sangue). In questo modo il paziente diventa incapace di regolare la glicemia e deve ricorrere a continue iniezioni di insulina.
    Il vaccino BCG è un prodotto ormai datato e da tempo si sa che oltre ai suoi effetti preventivi contro la tubercolosi ha anche effetti positivi sull'organismo, riduce le reazioni autoimmunitarie e potenzia le cellule regolatorie (Treg) che a loro volta tengono a bada pericolose reazioni autoimmuni.
    Il vaccino è stato testato su più gruppi di pazienti diabetici e questo studio ha coinvolto un totale di 282 pazienti. Quelli trattati a tre anni dalla terapia hanno ottenuto una riduzione di oltre il 10% dell''emoglobina glicata' (la molecola che si usa di routine in clinica per monitorare il controllo glicemico dei diabetici a lungo termine). A 4 anni dalle iniezioni la glicata è scesa di oltre il 18% e a otto anni i pazienti trattati avevano una glicata di 6,65, praticamente molto vicina al valore di 6,5 che nella routine clinica è usato come 'boa' per stabilire la diagnosi di diabete. (ANSA).
   

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