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Il Tallio colpisce raramente ma è difficile eliminarlo

Esperti, tossicità maggiore per anziani

Redazione ANSA ROMA

Il tallio è un veleno che colpisce raramente in Italia, ma una volta entrato nell'organismo è molto difficile da eliminare. Lo afferma Carlo Locatelli, direttore del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica della Fondazione Maugeri di Pavia. "Nel nostro centro abbiamo al massimo un caso l'anno, anzi forse meno - spiega Locatelli -. E' una sostanza che una volta era una causa più frequente di avvelenamento perché veniva usato come topicida, poi è stato proibito dall'Ue. Ci sono stati dei casi a volte criminosi di avvelenamento, a volte un uso accidentale di prodotti che non si dovevano utilizzare, magari comprati da Internet. E' presente anche in alcuni dispositivi elettrici ed elettrotecnici. E' contenuto anche negli escrementi di piccione".
    Il tallio, continua l'esperto, è un veleno molto potente, tossico sia per inalazione che per ingestione, difficile da diagnosticare e trattare, anche se esistono dei farmaci che lo 'estraggono' dall'organismo. "E' una molecola molto piccola - spiega - una volta che entra nei tessuti si diffonde velocemente, ed è difficile da eliminare. Ci sono dei trattamenti ma molto lenti, l'organismo deve reggere all'avvelenamento. In alcuni casi servono diversi mesi di cure perché il livello torni alla normalità, abbiamo avuto dei casi in cui sono stati necessari cinque mesi di trattamenti".
    I danni principali causati dal veleno sono a carico del sistema nervoso, ma può dare anche problemi cardiaci. I sintomi immediati sono di tipo gastrointestinale. La dose letale varia a seconda di chi lo ingerisce. "Questo elemento ha un assorbimento gastrico molto rapido - conferma Paolo Maurizio Soave, del Centro Antiveleni del policlinico Gemelli di Roma - e danneggia tutti gli organi, dal rene al pancreas al cuore ai polmoni. La tossicologia è fatta da due elementi, la persona e la sostanza tossica incriminata. Il tallio a certe dosi è tossico, ma è chiaro che la tossicità si incrementa sulla base di patologie e condizioni preesistenti. In generale un giovane può sopportare di più il veleno, mentre per un anziano la dose letale è più bassa". 
   

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