Land Rover Discovery Sport alla prova, il fuoristrada davvero 'familiare'

Test della nuova della Casa britannica, dalla strada alle pietraie in sicurezza

dell'inviato Francesco Fabbri BARCELLONA

Land Rover spinge sull'acceleratore e con il nuovo Discovery Sport ribadisce - sia mai ce ne fosse bisogno - di essere il punto di riferimento per il mondo dei fuoristrada. Nei dintorni di Barcellona abbiamo testato la nuova arrivata della Casa britannica: su strada e, soprattutto, fuori. La doppia anima - cittadina e avventurosa - si fondono in un'esperienza di guida all'insegna del relax più totale, anche in condizioni decisamente impegnative.

Basta salire a bordo per rendersi conto che la 'piccola' del marchio riassume tutta la tecnologia delle sorelle maggiori rinnovate di recente. L'abitacolo a 5+2 posti è ampio e spazioso, versatile nella miriade di configurazioni dei sedili e nei 48 litri di vani interni. La vera rivoluzione, però, è nel motore: la propulsione elettrificata comprende fin dal lancio una soluzione mild-hybrid a 48 Volt. E in Spagna è proprio questa la versione che abbiamo provato, ben coscienti che la differenza fra il 'nostro' due litri a gasolio da 240 CV e il 150 CV entry level c'è un mondo. E ancora mancano all'appello l'ibrida plug-in e l'annunciato propulsore a tre cilindri.

 

Land Rover Discovery Sport, dalla strada all'avventura

Su strada, l'andatura è sicura, con un borbottio che si avverte soltanto alle velocità più elevate; e con gli ausili della guida autonoma di tipo 2 in dotazione sulla vettura di test, quasi ci si dimentica di viaggiare. Sembra di essere a bordo di una berlina, se non fosse per il baricentro alto che - nonostante le sospensioni adattive - un po' si fa sentire. Cambiamento repentino quando, dopo qualche decina di chilometri, deviamo verso lo sterrato. Il percorso, studiato per svelare l'anima più avventurosa della Discovery Sport, ha alternato lunghi tratti di semplice fuoristrada a impegnative pietraie, traversata su ponti costruiti con tronchi a ripide discese su fondo sdrucciolo. Tutto superato con estrema semplicità: grazie al concentrato di tecnologia, si può contare su un aiuto attivo per affrontare i tratti più complessi, superandoli facilmente. Il telaio rinforzato è stato anche sottoposto alla prova del 'twist' durante il test: auto con il muso a valle, una gomma posteriore che affonda in un fosso e l'altra che si solleva da terra di una trentina di centimetri. In questa posizione siamo rimasti per alcuni minuti, con i tecnici che salivano letteralmente sullo pneumatico sollevato per dimostrare l'estrema solidità del corpo vettura, frutto dello sviluppo sulla piattaforma Premium Transverse Architecture che garantisce maggior rigidità rispetto al passato, un minor ingresso in cabina di rumori e vibrazioni e un'aumentata sicurezza in caso di incidente.

Ma ciò che più colpisce è la facilità con la quale è possibile allontanarsi da una condizione di, seppur simulato, pericolo: con un paio di regolazioni, la nostra Defender Sport si 'impadronisce' della situazione e, grazie agli ausili, si toglie con tutta tranquillità da una situazione scomoda davvero.

Con buona pace dei puristi dell'off road, il cambio automatico 9 rapporti non fa rimpiangere le marce ridotte e la gestione autonoma dei freni. Certo, il prezzo d'attacco lievita a 39.000 euro che possono quasi raddoppiare aumentando in motorizzazione e allestimenti. Quasi infinita la lista degli optional: dallo specchio retrovisore che si trasforma in un monitor ad alta definizione per un'aumentata visibilità posteriore al set di telecamere, anche sotto l'abitacolo, per tenere sotto controllo ogni dettaglio.

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