Da Shanghai segnali 'elettrizzanti' su future auto cinesi

Entro 2018 almeno 8% produzione di ciascun brand deve essere EV

Di Andrea Silvuni

ROMA - Mai come al Salone di Shanghai di quest'anno un Motor Show ha mostrato con assoluta chiarezza segnali di cambiamento nella produzione e nell'offerta di automobili. Con lo stesso Governo cinese impegnato a supportare una politica di rapido passaggio dalle motorizzazioni tradizionali a quelle elettriche o elettrificate, è evidente che nei prossimi anni non solo si moltiplicheranno le offerte di EV in quello che è il più importante mercato automobilistico al mondo, ma crescerà - con rapidità tutta cinese - il numero dei player impegnati in questo settore. Non stupisce, dunque, che Volvo (costruttore svedese di proprietà cinese) abbia annunciato a Shanghai i propri piani per fabbricare in Cina in collaborazione con la 'casa madre' Geeley una nuova gamma di auto elettriche - basate sulla piattaforma CMA - e che vedrà il primo modello 100% elettrico in vendita in tutto il mondo a partire dal 2019. Fino ad oggi, si legge in un report dalla Cina di AP, gli acquirenti locali avevano mostrato poco entusiasmo per le auto elettriche preoccupati com'erano per il costo, l'affidabilità e l'autonomia limitata. Ora le autorità cinesi stanno utilizzando un mix di incentivi e sanzioni per spingere gli automobilisti scegliere modelli elettrici e ciò ha scatenato una vera sfida per sviluppare modelli che rispondano alle esigenze dei consumatori.

Dai palazzi del Governo arrivano le indicazioni su un programma che prevede che entro il prossimo anno almeno l'8% della produzione di ciascun marchio automobilistico cinese sia elettrico, per salire al 10% nel 2019 e al 12 nel 2020. Altro importante incentivo è l'esenzione per le vetture elettriche dall'imposta sulle vendite e dalla strettissima limitazione sul numero di targhe rilasciate a Pechino, Shanghai e in altre grandi città cinesi per frenare congestione e smog. ''È chiaro che la Cina - ha dichiarato David Schoch, presidente di Ford per l'area Asia-Pacifico - vuole assumere un ruolo di primo piano a livello globale in termini di ambiente normativo e di elettrificazione'' e non ha nascosto l'ottimismo dell'Ovale Blu per un programma che prevede la fabbricazione in Cina della Mondeo Energi assieme al partner locale (di proprietà statale) Chang'an Automobile. Anche FCA ha deciso di cavalcare questa 'gigantesca' onda, e lo ha fatto con l'abilità di un surfer californiano: il moderno ed elegante suv Yuntu, concept di futura Jeep 7 posti ibrido plug-in, preannuncia un modello che sembra essere confezionato su misura per quel mercato e per la fascia delle nuove famiglie cinesi che - dopo la limitazione obbligatoria delle nascite - esibiscono tre, quattro o più pargoli come simbolo di ricchezza.

Yuntu utilizza elementi che FCA ha già realizzato per la Chrysler Pacifica Hybrid, compreso un layout dell'abitacolo ideale per conciliare la mobilità elettrificata a basse emissioni con la qualità della vita a bordo. A sua volta General Motors ha portato a Shanghai l'ibrida Velite 5, capace di muoversi in modalità elettrica per quasi 120 km, che verrà prodotta in loco assieme alla socia Shanghai Automotive Industries e commercializzata con il marchio Buick, uno dei più apprezzati in Cina. Riflettori puntati anche sulle nuove elettriche cinesi, dalla NextEV Nio ES8 alle due concept 01 e 03 della Lynx&Co (azienda del Gruppo Geeley) o, ancora, dal suv compatto EV Qoros 2 alla sportiva Qiantu Event K50 che strizza l'occhio alle sportive occidentali a impatto zero in arrivo nei prossimi mesi.

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