Il futuro a idrogeno per Toyota si chiama FCV Plus

Concept è anche generatore per ufficio e altre auto elettriche

Redazione ANSA PARIGI

PARIGI - Posto all'estremità sinistra dello stand Toyota, su un piedistallo di celle esagonali che riprendono la trama ad arnia utilizzata all'interno dell'abitacolo, il concept FCV Plus domina l'installazione della Casa delle Tre Ellissi al Salone di Parigi (1-16 ottobre), mostrando quello che ci aspetta in futuro in tema di mobilità: veicoli green e hi-tech, capaci di muoversi emettendo nell'atmosfera semplice vapore acqueo. Un ''miracolo'' reso possibile da pile chimiche (Fuel cell) alimentate a idrogeno che forniscono elettricità al motore di bordo e come ''scarto'', appunto, ''sputano'' nell'aria candido vapore. Un futuro che è già presente, con la berlina Mirai, già in vendita in Nord Europa e a breve in arrivo anche in Italia. A differenza di questa, però, Il concept FCV Plus si spinge oltre, con una visione in cui le auto diventeranno parte integrante del sistema energetico delle nostre città all'interno delle cosiddette ''smart grid''. Le pile chimiche di bordo di questo concept possono, infatti, rilasciare energia verso la rete elettrica esterna. Per produrla, oltre che utilizzare i serbatoi di idrogeno di bordo, la FCV Plus può sfruttare l'idrogeno contenuto in serbatoi esterni, allocati per esempio in un garage.

Così la macchina è in grado di generare energia utilizzabile per case e uffici o, persino, per rifornire altre auto elettriche e diventa un vero e proprio generatore ''green'', pronto a entrare in servizio in differenti località, per sopperire a picchi di domanda di elettricità. Il tutto, senza inficiare l'autonomia del veicolo che, in ogni caso, in pochi minuti può essere rifornito di combustibile presso una stazione di servizio con idrogeno. Lunga 3,8 metri, larga 1,75 metri, alta appena 1,54 metri e con un passo di 3 metri, la FCV Plus è una vettura compatta e leggera, a quattro posti, con quattro motori elettrici sistemati nelle ruote, pensata per affrontare il traffico delle città del futuro senza inquinare. La sua batteria, che può anche essere ricaricata o cedere energia all'esterno senza fili (wireless), si trova nella parte inferiore del veicolo, in due blocchi, uno all'anteriore e uno sotto le ruote posteriori. Le fuel cell, invece, sono posizionate tra le ruote anteriori e vengono alimentate da un serbatoio di idrogeno che è stato sistemato dietro il sedile posteriore. Insomma, tutte le componenti della ''power unit'' sono ben distribuite nella struttura della vettura per assicurarle un baricentro basso, essere protette a dovere in caso di urto ma, anche, per permettere di sfruttare al meglio i centimetri della cabina a favore dell'abitabilità.

Andrea Carlucci, amministrazione delegato di Toyota Italia, sullo stand parigino sottolinea i concetti cardini della strategia che ha ispirato sia Mirai sia FCV Plus: ''Il nostro progetto sull'idrogeno non riguarda solo le auto ma è un concetto più allargato alla società. Riteniamo che l'ultima frontiera della mobilità sia l'idrogeno che consente solo emissioni di vapor acqueo e tempi di rifornimento tra i 3 e i 5 minuti, per esempio per Mirai che già oggi ha 550 km di autonomia. Mirai è il futuro imminente ma abbiamo già creato un concept che anticipa il domani - FCV Plus -, a riprova che stiamo già pensando ad altri tipi di auto''.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA