Auto: ottobre positivo per mercato Europa (+8,6%), Fca +2.5%

Dati Acea. Nei dieci mesi immatricolazioni in lieve calo (-0,7%)

Redazione ANSA

TORINO - Ottobre positivo per il mercato dell'auto in Europa. Nell'area Ue+Efta le immatricolazioni di auto nuove sono state 1.214.989 con una crescita complessiva dell'8,6% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Da gennaio le auto vendute sono 13.039.134, con una flessione dello 0,7% sull'analogo periodo del 2018. I dati sono dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei.

Il gruppo Fca ha venduto a ottobre nei mercati dell'Europa+Efta 67.896 auto, il 2,5% in più dello stesso mese del 2018. La quota scende dal 5,9 al 5,6%.

Nei dieci mesi le immatricolazioni del gruppo sono 809.138, in calo del 9,2% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso, con la quota al 6,1% a fronte del 6,6%. In crescita le immatricolazioni dei modelli Alfa Romeo: Stelvio +28,55%, Giulia +21,1% e Giulietta +13,2%. Complessivamente le registrazioni del marchio in ottobre sono quasi 4.300 con una quota dello 0,4% (in crescita di 0,1 punti percentuali), mentre nel progressivo annuo le Alfa Romeo immatricolate sono oltre 45.600 pari a una quota dello 0,3%.

È cresciuta anche Jeep: le 11.500 vendite in ottobre sono aumentate del 5,1% e la quota di mercato è pari allo 0,9%. Nei primi dieci mesi dell'anno le Jeep registrate sono poco meno di 144 mila (in crescita dell'1,2% rispetto al 2018) per una quota dell'1,1%.

Oltre 6 mila le Renegade vendute in ottobre - il 19,2% in più rispetto a un anno fa - e quasi 71 mila nell'anno, per una crescita del 14,8%. Positivo anche il risultato di Wrangler che rispetto a ottobre 2018 ha più che quintuplicato le vendite.

Il marchio Fiat, con quasi 46.900 immatricolazioni, ottiene una quota del 3,9%. Nell'anno, il brand registra quasi 563 mila vetture per una quota del 4,2%. Panda e 500 ancora una volta sono le più vendute del segmento A, sia in ottobre sia nel progressivo annuo. Le immatricolazioni di Panda sono quasi 14.800 in ottobre e 156.400 nell'anno, in crescita dell'11,5%.

Sono invece oltre 13.800 le registrazioni di 500 nel mese (+6,3%) e poco meno di 165.300 nel progressivo annuo..

Infine positivo il risultato di Lancia che, venduta esclusivamente in Italia, ha registrato oltre 4.800 vetture nel mese (+6,9% per una quota dello 0,4%) e quasi 50.700 nel progressivo del 2019, in crescita del 26,7% e una quota dello 0,4%, +0,1 punti percentuali. Continua senza flessioni la crescita di Ypsilon, che rispetto a un anno fa incrementa le vendite dell'8,2% mentre la crescita nell'anno è pari al 27,05%.

Promotor, mercato Europa verso pareggio con 2018
Calo solo 2,4% su record del 2007. Segnali buoni diesel Germania
"Il buon risultato di ottobre è dovuto in parte ancora all'entrata in vigore del sistema di omologazione Wltp". Lo rileva il Centro Studi Promotor, secondo il quale "i dati di ottobre e di settembre (+14,4%) risollevano le sorti di un'anno che nella prima metà sembrava decisamente debole. Il consuntivo del primo semestre si è infatti chiuso con un calo del 3,1%. Nei dieci mesi il calo si è ridotto allo 0,7% e sembrano esserci le condizioni per chiudere il 2019 in pareggio o in modesta crescita rispetto al 2018, cioè per portare le immatricolazioni intorno a quota 15.600.000, livello al di sotto del 2,4% rispetto al massimo del 2007. Un segnale positivo sembra venire per il diesel dal maggior mercato del continente, quello tedesco.

Anche a ottobre la parte del leone nella Ue la fanno i cinque maggiori mercati che si accaparrano il 71,4% delle vendite e chiudono tutti in positivo tranne il Regno Unito. L'incremento maggiore lo registra la Germania (+12,7%) che, secondo Reinhard Zirpel, presidente dell'associazione dei costruttori tedeschi, nel 2019 potrebbe arrivare a 3,4 milioni di immatricolazioni, livello inferiore solo al record del 2009. Ottimo risultato anche quello del mercato francese (+8,7%) e sostanziale pareggio nei dieci mesi (-0,3%). Terza tra i grandi mercati l'Italia con un incremento del 6,7% in ottobre e un piccolo calo nei dieci mesi (-0,8%). Bene anche la Spagna (+6,3%). Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, "la situazione del mercato auto europeo non è insoddisfacente" e "se prendesse corpo il segnale di una inversione di tendenza nella caduta del diesel verrebbe meno un fattore negativo che ha fortemente condizionato la domanda sia nel 2018 che nel 2019".


Anfia, migliore ottobre per volumi dal 2009
Segno positivo grazie al confronto con stesso mese 2018
"Il dato positivo del mercato europeo a ottobre - il migliore, in termini di volumi, da ottobre 2009 - beneficia del confronto con lo stesso mese del 2018, quando i volumi erano in calo del 7,4% sempre per effetto dell'entrata in vigore della normativa Wltp per le nuove vetture in vendita". E' il commento di Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia. Quattro su cinque dei maggiori mercati hanno riportato un buon incremento delle immatricolazioni, con la Germania in crescita a doppia cifra (+12,7%), seguita da Francia (+8,7%), Italia (+6,7%) e Spagna (+6,3%), mentre il Regno Unito, che aveva chiuso settembre a +1,3%, riporta una flessione del 6,7% (-13,2% nel canale dei privati). I cinque 'major market', nel complesso, hanno immatricolato il 71% dei volumi di ottobre, mentre l'area dei nuovi Paesi membri (Ue12), con un +15,8%, rappresenta il 10% del mercato del mese. Le vendite di auto diesel registrano, nei cinque maggiori mercati, un calo del 5,4%, nonostante aumentino in Germania (+9,6%) e in Francia (+0,5%). Grazie agli incrementi mensili registrati a settembre (+14,4%) e ottobre (+8,6%), nei primi dieci mesi la contrazione del mercato europeo si riduce a -0,7%. La Germania rimane l'unico dei cinque maggiori mercati a chiudere il cumulato 2019 con un segno positivo (+3,4%), mentre Spagna (-6,3%) e Regno Unito (-2,9%) registrano una flessione non trascurabile e Italia e Francia si posizionano poco sotto i livelli di un anno fa (-0,8% e -0,3%). "L'ultima previsione di Acea, dello scorso giugno, ipotizzava una chiusura del 2019 a -1% per il mercato auto europeo. Se il trend positivo dovesse proseguire negli ultimi due mesi dell'anno, tuttavia, la chiusura avrà sicuramente il segno positivo", conclude Scudiere.


Unrae: a ottobre prosegue ripresa mercato europeo sostenuto da domanda auto aziendali
A ottobre continua il recupero, dell’8,6%, del mercato Europeo dell’automobile, influenzato tuttavia dal confronto con ottobre del 2018, quando la domanda di autovetture scese del 7,3% per l’ancora incompleta disponibilità di prodotto da parte di alcuni Costruttori conseguente all’introduzione della normativa WLTP. Secondo i dati diffusi oggi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, a ottobre le immatricolazioni di auto nuove nell’Europa dei 28+EFTA sono state pari a 1.214.989 unità, 96.000 in più di 12 mesi prima. Si smorza quindi il trend negativo della domanda di autovetture nel corso del 2019, che registra 13.330.918 immatricolazioni, lo 0,7% in meno delle 13.427.130 unità del periodo gennaio-ottobre dello scorso anno. Dall’analisi dei risultati del mese per paese, si nota un generalizzato aumento delle vendite con 26 dei 30 paesi analizzati in crescita (con l’eccezione di Regno Unito, Norvegia, Islanda e Cipro). Analizzando i 5 Major Markets , emergono per il mese di ottobre le positive performance di Germania, Francia, Spagna e Italia, con il Regno Unito invece in calo per l’ottavo mese nel corso dell’anno. L’Italia aumenta le proprie immatricolazioni del 6,7% rispetto a ottobre del 2018, con un calo nei 10 mesi in linea con la debole dinamica del mercato complessivo (-0,8%). “La domanda di autovetture nei principali mercati Europei – commenta Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – è debole nella componente dei privati e sostenuta solo dagli acquisti di auto aziendali, che li rende maggiormente resilienti ai molteplici “scossoni” cui sono sempre più spesso soggetti”. “D’altra parte, con un trattamento fiscale decisamente più favorevole alle auto aziendali rispetto all’Italia – continua il Direttore Generale – in quegli stessi mercati la quota di autovetture acquistate dalle società, compresa tra il 54% e il 65% nel 2019, è più alta che in Italia (al 43%), favorendo un più rapido rinnovo del parco circolante che ha quindi un’anzianità media anche di 3 anni inferiore rispetto al nostro Paese”. “Ribadiamo quindi – conclude Cardinali – la nostra più ferma contrarietà a qualunque proposta di aumento della tassazione sulle auto aziendali in uso promiscuo, che colpirebbe il segmento più dinamico del mercato auto, non solo rallentando lo svecchiamento del parco, con un impatto negativo sia sull’ambiente sia sulla sicurezza dei cittadini, ma risultando del tutto inefficace, anzi addirittura controproducente dal punto di vista del gettito fiscale: lo dimostra una rigorosa analisi di impatto elaborata dal nostro Centro Studi e già in possesso delle Istituzioni”.

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