Lotus, ora dei cinesi, assume 200 ingegneri per centro R&D

Espansione in GB, con l'apertura di nuovo sito nelle Midlands

Redazione ANSA ROMA

Prosegue il piano di espansione di Lotus, il costruttore di auto sportive che nel 2017 è passato (con un investimento di 115 milioni di euro) sotto il controllo del Gruppo cinese Geely. Secondo un rapporto del quotidiano The Sunday Telegraph, l'azienda sta assumendo 200 nuovi ingegneri che saranno impiegati nel nuovo centro di R&D che è in completamento nelle Midlands, nell'Inghilterra centrale, nell'ambito di un nuovo Automotive Cluster supportato dalle autorità locali. Questa iniziativa, che porta per la prima volta Lotus ad operare fuori dalla storica location di Norfolk, punta ad accelerare il processo di rinnovo della gamma di vetture sportive a cui si dovrebbe aggiungere un modello di punta con prezzo superiore a 1,2 milioni di euro. Questa hypercar - denominata al momento Project 130 - sarà spinta esclusivamente da energia elettrica e raggiungerà un potenza complessiva di 2.000 Cv. L'obiettivo, oltre a quello di posizionare Lotus nella fascia 'alta' dei costruttori di vetture sportive, è quello di triplicare la produzione e arrivare a quota 5.000 unità all'anno.

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