Moto Laverda ha 70 anni, fondata nel 1949 scomparsa dal 2000

Dalla 75 del prete alla 750 SF del raid Alaska - Terra del Fuoco

Redazione ANSA ROMA

Nata sull'onda lunga, e di successo, di una azienda creata nel 1873 per produrre macchine agricole, la Moto Laverda ha festeggiato ieri, 13 ottobre, i suoi 70 anni di vita o, meglio, dalla fondazione poiché purtroppo il glorioso marchio della Casa di Breganze (VI) è scomparso dal mercato agli inizi degli Anni 2000 quando, sotto la gestione Aprilia, fece la sua ultima apparizione sulla famiglia di quad e sullo scooter targato Phoenix. Tutto inizia nel dopoguerra quando le due ruote sono la soluzione più diffusa (e percorribile) per assicurare la mobilità individuale. E' Francesco, discendente della prolifica famiglia Laverda, ad emergere in impegno e creatività. Laureato in fisica allUniversità di Padova nel 1937 si rivela presto un genio della ricerca e della progettazione. Dopo gli studi inizia subito a collaborare nella già avviata azienda di famiglia, la Piero Laverda Macchine Agricole. Francesco valuta in questo periodo le potenzialità commerciali di una motocicletta 'leggera', potente ma limitata nei consumi e quindi nel prezzo e nei costi. A Breganze nasce così, nel 1947, il prototipo della Laverda 75 - dopo la fondazione dell'azienda nell'ottobre 1949 - comincia ad essere prodotta nel 1950 nei primi 50 esemplari, collaudati dagli stessi lavoratori e abitanti di Breganze, tra cui il prete ed il veterinario. Fino alla metà degli Anni '60, la produzione si concentra su moto di piccola cilindrata, ciclomotori e scooter. Sul finire di questo decennio, Massimo Laverda, figlio del fondatore Francesco, imprime una svolta importante alla gamma del marchio di Breganze, spingendo la produzione dell'azienda verso moto di cilindrata più alta. Nel 1966 arriva la Laverda 650, accolta favorevolmente dal pubblico, ma il vero successo giunge negli Anni '70 con la Laverda 750 che, esportata in tutto il mondo, dà il via ad una fortunatissima serie di moto sportive che creano il mito intorno al marchio di Breganze. La serie Laverda 750 SF arriva fino al 1976, quando la domanda del mercato si rivolge verso cilindrate ancora superiori a quella che, fino ad allora, aveva classificato Laverda SF come regina delle maxi sportive. Con la tipica colorazione arancione, la Laverda SFC da competizione colleziona dal 1968 al 1976 una nutrita serie di vittorie nelle sfide sportive riservate alle moto di serie, dal Motogiro d'Italia del 1968 alle gare di regolarità e velocità in tutta Europa. Due Laverda 750 SF di serie pilotate dai milanesi Massimo Bertuzzi e Filippo Falzoni portano a termine nel 1972 il famoso raid Alaska-Terra del Fuoco, avventura lunga 34mila km fra pietraie, terreni sabbiosi e persino il cratere di un vulcano.

Dalla metà degli Anni '70 si intensifica la produzione delle maxi moto di cilindrata 1000 e 1200. La produzione della 'mille' nelle diverse versioni, dalla 3 CL alla Jota, arriva fino alla fine degli Anni '80, con l'apice rappresentato dalla la Laverda 1000 RGS (Real Gran Sport) presentata al salone di Milano nel 1981.

La produzione Laverda si completa con la gamma di moto dalle cilindrate più piccole 350 e 500 e inseguendo lo sviluppo tumultuoso del mercato ''giovane'' dei 125 cc e delle moto Cross. Negli Anni '90 - si legge nel sito www.laverda.it - l'azienda registra una fase di profonda crisi finanziaria e di mercato, causata anche da una politica di diversificazione produttiva che non ottiene i risultati sperati. Nel Duemila Laverda entra a far parte del Gruppo Aprilia e dal 2004 Laverda passa al Gruppo Piaggio.

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