L'automobile ringrazia Bosch, che non smette mai di innovare

Dal magnete del 1887 alle soluzioni per eco-mobilità del futuro

Redazione ANSA

FRANCOFORTE (GERMANIA) - Sono decine di migliaia i componenti e i dettagli costruttuttivi di un'automobile che ne possono determinare il livello di efficienza e di compatibilità ambientale. Lo sa bene uno 'specialista' della tecnologia automotive come Bosch che dal 1887 (anno della creazione del magnete) ha legato il suo nome alla storia stessa della motorizzazione e del progresso della mobilità. Quanto verrà esposto da domani all'edizione 2017 del Salone dell'Automobile di Francoforte allo stand Bosch offre solo una breve panoramica dell'impegno che Bosch riversa e sta riversando nel migliorare i prodotti e i servizi che confluiscono nel concetto di 'mobilità'. In particolare all'IAA 2017 una specifica attenzione sarà dedicata ai sistemi di propulsione dei moderni autoveicoli, sia funzionanti con combustibili 'tradizionali' che con altre fonti energetiche. Bosch ha portato a Francoforte, ad esempio, un sistema di azionamento integrato a 48 Volt per mezzi elettrici 'leggeri' - comprendente motore, unità di controllo, batteria, caricabatteria, display e App - destinato soprattutto alla mobilità urbana con veicoli a due, tre o quattro ruote. Questo sistema è costituito da componenti automotive standard, già testati e pronti per l'applicazione nei singoli progetti, una caratteristica che offre ai costruttori l'opportunità di lanciare i veicoli entro 12-18 mesi. Ma Bosch continua ad innovare anche i motori a benzina: il nuovo sistema ad iniezione diretta (port fuel direct injection (PFDI) presente nello stand di Francoforte combina, nei propulsori a benzina, i vantaggi dell'iniezione diretta con quelli dell'iniezione indiretta (quantità ridotta di perdite per attrito durante il carico parziale e livello di battito in testa superiore sino a quasi al carico massimo) con una superiore efficienza ed emissioni di particolato. In ambito diesel una importante novità è rappresentata dal controllo chiusura dell'ago negli iniettori. La nuova tecnologia Needle Closing Control (NCC) può misurare e controllare la durata dell'iniezione carburante in condizioni di guida reale con una precisione di pochi milionesimi di secondo. Grazie ad un loop di controllo che garantisce un'iniezione significativamente più precisa sono possibili configurazioni di iniezione complesse che contribuiscono a ridurre ulteriormente rumorosità, consumo ed emissioni durante le condizioni di guida reali. Bosch ribadisce come l'idea di costruire un motore a combustione capace di offrire zero emissioni di CO2 non sia più un sogno irrealizzabile ma sia raggiungibile grazie ai carburanti sintetici. Tramite un processo di fabbricazione che cattura la CO2 presente nell'atmosfera è infatti possibile ricavare benzina, diesel, e gas sostitutivo del gas naturale.

''I carburanti sintetici possono trasformare le auto alimentate a benzina e diesel in vetture a zero emissioni di CO2 - ha dichiarato Volkmar Denner, presidente del consiglio di amministrazione di Robert Bosch GmbH - contribuendo significativamente alla riduzione del riscaldamento globale''. Secondo una stima dell'azienda, il contributo che potrebbe venire entro il 2050 dal solo parco veicoli europeo con l'utilizzo sistematico dei carburanti sintetici - e come strategia complementare alla mobilità elettrica - potrebbe far risparmiare 2,8 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2, una cifra che equivale a tre volte le emissioni complessive di CO2 della Germania nel 2016. ''L'obiettivo di raggiungere i target prefissati di riduzione delle emissioni future - ha dichiarato Denner - ci impone di adottare anche altre soluzioni intelligenti, oltre alla mobilità elettrica''. I motori a combustione a zero emissioni di CO2, alimentati con carburanti sintetici costituiscono pertanto una soluzione molto interessante anche per l'azzeramento del particolato, con conseguente taglio dei costi per le tecnologie di trattamento dei gas di scarico. Uno studio condotto da Bosch evidenzia anche il fatto che - anche se le auto elettriche diventassero più alla portata di tutti in futuro - risulterebbe comunque conveniente proseguire nello sviluppo di questi combustibili sintetici.

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