Unrae, rinnovo parco e formazione per vitalità autotrasporto

Fenoglio, necessari aiuti strutturali

Redazione ANSA FRASCATI

FRASCATI - Nonostante dati di vendita più che positivi (previsione di chiudere il 2016 con il 38% in più rispetto allo scorso anno), il comparto dei veicoli industriali guarda con preoccupazione alla condizione complessiva dell'autotrasporto nel nostro Paese, in cui i problemi del settore ''sono rimasti irrisolti''. Per rilanciarlo, oltre al rinnovo del parco è necessaria "la formazione e l'aggiornamento professionale degli autisti, come elemento centrale di questa strategia con un'attenzione particolare al problema dell'occupazione giovanile". Lo ha detto a Frascati (Roma), Franco Fenoglio, presidente della sezione veicoli industriali dell'Unrae - l'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri - durante un convegno finalizzato a mettere in evidenza il ruolo essenziale dell'autotrasporto nell'economia del Paese e le dinamiche nazionali e internazionali sotto il profilo economico, fiscale e occupazionale.

Partendo da un'accurata analisi della situazione delle aziende di autotrasporto in Italia e nelle principali nazioni europee, realizzata per Unrae dall'ente indipendente di ricerca GiPA, Fenoglio ha sottolineato come dal 2008 ad oggi il comparto abbia sofferto della chiusura del 24% delle imprese italiane di autotrasporto e abbia perso quasi 150mila addetti, con un forte impatto negativo sia sulle attività di vendita e assistenza delle Case costruttrici - con 100mila unità in meno - ma anche per l'economia del Paese. ''Due momenti di crisi particolarmente acuta, quelli degli anni 2007-2009 e 2012-2014 - ha detto Fenoglio - hanno portato ad un mancato gettito fiscale, diretto e indiretto, nelle casse dello Stato, che sfiora l'entità di una manovra economica''. Fenoglio ha ribadito come questo trend negativo non sia collegato ad una diminuzione del trasporto su strada, visto che ''le indagini dicono che il trasporto di merci nazionale e internazionale è aumentato nel primo semestre del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015''. Le ragioni sono piuttosto da attribuire al calo delle attività da parte degli operatori nazionali, dato che ''la quota a carico delle imprese italiane continua a diminuire''. Il presidente della sezione veicoli industriali dell'Unrae, sottolineando come nello svolgimento di queste attività ''sia indispensabile per ritrovare efficienza e competitività anche per migliorare la sicurezza sulle strade e ridurre l'impatto ambientale'' ha auspicato di arrivare ad una situazione in cui gli aiuti erogati a sostegno del settore in vario modo dal 2013 in poi ''divengano stabili e non scelte contingenti''. Fenoglio ha anche ribadito come il fenomeno della delocalizzazione sia stato sicuramente, negli ultimi anni, una delle maggiori cause di impoverimento dell'autotrasporto italiano. Ad esso si è poi sommato il cabotaggio, esercitato troppo spesso senza il dovuto rispetto delle norme comunitarie, attivando anche una vera e propria azione di dumping sociale sul mercato del lavoro. ''La nascita e la crescita di questi due fenomeni - ha detto Fenoglio - denuncia una debolezza grave del progetto europeo, che ha proseguito la propria marcia di integrazione politica senza tenere in adeguata considerazione le differenze nelle condizioni economiche e fiscali delle economie che si andavano ad integrare liberalizzandone le relazioni''. Il presidente della sezione veicoli industriali dell'Unrae ha espresso soddisfazione dell'annuncio fatto dal ministro Delrio su fatto che, dopo Francia e Germania, anche l'Italia si prepara ad emanare nuove regole nazionali contro la concorrenza sleale nell'autotrasporto, se l'Unione Europea non adotterà al più presto provvedimenti condivisi. Fenoglio ha sintetizzato gli strumenti utilizzabili da un Paese come l'Italia, per avviare un processo di riequilibrio nei confronti del resto d'Europa, per recuperare imprese e lavoro e contemporaneamente offrire un sistema logistico realmente competitivo.

Oltre al rinnovo del parco, in ossequio alla necessità di andare il più rapidamente possibile verso una mobilità sostenibile nel trasporto e nella distribuzione delle merci, che - per Fenoglio - richiede ''misure strutturali di sostegno della domanda di veicoli di ultima generazione'' ha anche indicato la formazione e l'aggiornamento professionale degli autisti, come elemento centrale di questa strategia con un'attenzione particolare al problema dell'occupazione giovanile.

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