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Padel, lo sport nato per errore che piace a Totti e compagni

Spopola in Argentina e Spagna, è trendy anche da noi. Si gioca in comitiva da 4 ed è divertente

Primo torneo Gillette Padel Vip Cup a Sabaudia © ANSA

Nato per errore, popolare in Argentina e in Spagna dove lo praticano 4 milioni di persone, in Italia invece è in piena espansione. Incrocia lo squash e il tennis ma è un'altra cosa ancora: il padel (o paddle) da qualche anno uno sport di tendenza anche da noi.

Francesco Totti si è fatto costruire un campo nel giardino della sua villa a Roma, Radja Nainggolan ​idem e poi ci giocano appassionatissimi Vincent Candela, lo stesso presidente del Coni Giovanni Malagò, il ct della Nazionale Roberto Mancini, e poi ancora Luca Marchegiani, Luigi Di Biagio, ma al di là di sportivi celebri e fanatici famosi come Jimmy Ghione, le potenzialità di questa disciplina (che con beach volley rientra negli ambiti della Fit, la federazione tennis) sono tante per le stesse caratteristiche che ha. Le spiega in un'intervista ad ANSA LIFESTYLE il campione di questo sport, l'argentino Balasteguin detto Bela che vive da anni in Spagna a Barcellona, salvo tornare nel suo paese d'origine Pehuajó vicino Buenos Aires. "Il padel è accessibile a tutti, non servono attrezzature costose, sin dalla prima partita puoi giocare anche se non sei capace o non particolarmente informato sulle regole. In Italia è noto per i vip che lo praticano e lo stanno facendo conoscere ma ad esempio in Spagna è giocato da milioni di persone. Perchè piace così tanto? Per tutto questo e perchè si gioca in 4, dunque in compagnia, tra amici, in comitiva. E' molto divertente, non è uno sport da performance, nel caso dei non professionisti ovviamente, nè stressante, nè aggressivo. Scarica come il tennis ma senza carica aggressiva, piuttosto uno scacciapensieri e chi lo prova non lo lascia più anzi sente il bisogno di giocare spesso, anche tutti i giorni. Quanto alle attrezzatura una racchetta da padel parte da 60 euro e non serve molto altro a parte buone scarpe".

Bela è un professionista, "mi alleno 4 ore al giorno, da 24 anni vivo in simbiosi con il padel, oltre che con i miei tre figli e entro qualche anno orienterò la mia attività ad una Academy per far praticare questo sport. Giocarlo per divertimento non sposta le cose: si gioca in compagnia, tra adulti, anziani, bambini non ha importanza e tu sai che deci avere una strategia e che ogni decisione sbagliata fai perdere un colpo, ma c'è tempo per chiacchiarare e rilassarsi. In Spagna conosco tante mamme che dopo aver accompagnato i figli a scuola vanno a giocare a padel con le amiche. Presto accadrà anche in Italia, è un'attività sportiva improntata all'aggregazione". In Italia, dice Gianfranco Nirdaci, responsabile Fit Paddel, durante la Gillette Padel Vip Cup a Sabaudia con tante star del calcio testimonial, ci sono ormai oltre 700 campi 20 per 10 mt dove giocare e almeno 400 mila giocatori ma è uno sport in grande espansione ed è accessibile a tutti. Lo sponsor è storicamente apripista del marketing sportivo sin dai primi anni del '900 con il baseball e ha scelto di sostenere questo primo torneo italiano maschile come ulteriore passo in un percorso di supporto al mondo dello sport e a chi lo pratica, che siano professionisti o amatori.

Queste le regole del gioco secondo la Fit - leggi qui

Il padel ha una storia curiosa: è nato per errore si diceva all'inizio. Un facoltoso messicano in vacanza a Marbella nel costruire il suo campo da tennis per evitare che le palline finissero in acqua fece alzare un muro, peccato che anche le misure del campo erano sbagliate, più piccole.

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  • di Alessandra Magliaro
  • 08 agosto 2018
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