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San Valentino: cara Giulietta...

Da Germania, Spagna e Brasile le più belle lettere d'amore

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Per San Valentino, l'appuntamento con l'amore è anche a Verona, terra di Giulietta e Romeo, per l'evento clou dedicato alle "lettere a Giulietta", che a migliaia arrivano da tutto il mondo negli uffici del Club a lei dedicato.
    La giuria, composta dalle "Segretarie di Giulietta" che da anni si occupano di questo straordinario fenomeno epistolare dando una riposta personale a ogni messaggio, ha scelto le tre missive più belle. Le lettere sono a firma di Christoph Hartwig, Monica Gomez Delgado e Gisele Fialho Mota che arriveranno da Germania, Spagna e Brasile per ricevere venerdì 16 febbraio, nella cornice della casa di Giulietta, il premio dedicato alle lettere d'amore.

Il premio Cara Giulietta, che quest'anno giunge alla sua 25/a edizione, copromosso con Fondazione Pordenonelegge.it , è strettamente collegato al Premio letterario internazionale "Scrivere per Amore" promosso dal Club di Giulietta per valorizzare i migliori intrecci fra amore e scrittura.     La Posta di Giulietta appartiene da molti anni alla storia di Verona. Dal lontano 1937, quando il custode della Tomba di Giulietta iniziò a raccogliere e a rispondere alle prime missive, firmandosi "Il segretario di Giulietta", il fenomeno è cresciuto in maniera esponenziale. Grazie all'universalità del mito shakespeariano e all'instancabile attività delle segretarie di Giulietta, sono ormai centinaia di migliaia le lettere conservate oggi negli archivi del Club di Giulietta, un patrimonio di umanità unico al mondo.

Ecco le lettere:
 Christoph Hartwig ha trent’anni, vive e lavora come cuoco a Chemnitz, ama leggere e andare ai concerti. Dipinge tele astratte e ha una passione per la fisica. La sua lettera è una vera e propria dichiarazione d’amore per una donna che forse non potrà mai avere: “Un angelo della notte, una pantera, inafferrabile nel suo essere. Un lago tranquillo sul cui fondo ribollono braci. Occhi scuri e vellutati, labbra rosse come il sangue, la sua pelle bianca… lei era semplicemente lì con la sua presenza che fa male al cuore e al corpo. Una prigione del pensiero…”
Gisele Fialho Mota ha ventotto anni ed è biologa. Lo scorso anno ha lasciato il Brasile, la famiglia e il lavoro per trasferirsi a Verona. Nella sua lettera racconta l’incredibile storia d’amore nata sulle note di un violino durante un viaggio in Italia: “I nostri sguardi e forse anche i nostri cuori si incrociarono per la prima volta a quel concerto... Quelle musiche mi toccarono profondamente l’anima e mi fecero vagare senza meta per il resto della notte. Così decisi di contattare il maestro che aveva suonato come solista quella sera… Da allora ci sono stati momenti preziosi, conversazioni a diecimila chilometri di distanza... e un anno della nostra vita tra lacrime e abbracci d’addio all’aeroporto… Poi, non ho potuto resistere ..”
Monica Gomez Delgado vive a Cordova, ha trentadue anni e una laurea in amministrazione aziendale. Dopo una grande delusione amorosa ha deciso di dare una svolta alla sua vita: “Alla data di oggi dovrei essere una donna sposata. Sì, signori, una padrona di casa con un bell’album di foto del matrimonio e un fantastico marito Ma, tu vai a sapere come, io che non mi sono mai ritenuta una persona coraggiosa, non so dove ho trovato la forza di lasciarlo a 6 mesi dalle nozze. Sì ho lasciato una persona che ho amato con tutto il cuore perché sapevo che sarei stata infelice. Da allora la mia vita è cambiata, mi sento più forte, penso molto di più a me stessa e non faccio mai qualcosa che non voglio fare solo per compiacere gli altri. Sì, voglio proprio essere felice”.

   

  • Redazione ANSA
  • VERONA
  • 14 febbraio 2018
  • 18:28

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