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Vinile revolution, il disco si ri-vende e non è più solo per nostalgici

La Fimi dedica classifica a parte visto il trend, giro d'affari oltre 5 mln euro

Negozio di vinili foto LDProd iStock. © Ansa

(di Federico Pucci) Una rivoluzione che gira a 33 rotazioni e un terzo al minuto si fa sempre più largo nel mercato discografico: il vinile è ormai una presenza rilevante, unico segmento del fisico in costante crescita nell'ultimo decennio e non più solo nicchia per nostalgici. I dati parlano chiaro: nel 2016 il vinile valeva il 6% delle vendite, in crescita del 52% rispetto all'anno precedente; già nel primo semestre del 2017 la quota ha toccato il 9%, con un giro d'affari da oltre 5 milioni di euro in crescita del 44% rispetto allo stesso periodo del 2016, di fronte al calo generale del settore fisico (-17%). Visto il trend, la scelta di Fimi di dedicare al classico disco nero una classifica a sé stante appare sempre più in linea con le abitudini degli amanti della musica, i cui acquisti potrebbero anche rianimare un settore produttivo che prima del revival aveva visto resistere solo una fabbrica in Italia, la Phono Press di Settala (Milano).
Quasi tutti gli artisti di oggi pubblicano su vinile i loro nuovi album, ma sono le firme storiche dal rock al cantautorato a presidiare molte posizioni della top 100 del vinile, e per misurarlo basta confrontare i 20 album più venduti nei primi sei mesi del 2017 con i 20 bestseller del vinile nello stesso periodo: 9 di questi 20 titoli sono opere storiche del rock o del jazz come 'Dark Side of The Moon' o 'Kind of Blue', raccolte come 'Bowie Legacy' o attese riedizioni rimasterizzate e celebrative come 'Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band', di fronte a una classifica generale che ospita solo l'antologia 'Vascononstop'. Il passato indubbiamente corre ancora sul vinile.
Molte case discografiche si sono date da fare con un lavoro che non è solo di marketing e vendita del passato, ma conservazione e trasmissione di un patrimonio. E' il caso ad esempio di Sony Music Italia, che con un piano ambizioso di rimasterizzazioni e l'iniziativa di promozione 'Every Day is a Vinyl Day' sta riportando all'attenzione corpus discografici leggendari del loro catalogo. A partire da maestri della canzone italiana del calibro di Lucio Battisti, Lucio Dalla e Fabrizio De André, le cui incisioni sono state rimasterizzate in digitale secondo lo standard più alto a disposizione, con un'ampiezza e una frequenza del campionamento sonoro rispettivamente di 24 bit e 192 kHz: "A questo livello, digitale non significa più perdita di dati", spiegava il tecnico del suono e musicista Stefano Barzan, introducendo la raccolta di De André di cui si è occupato.
Ma la rimasterizzazione non si è fermata a questi nomi, come ha raccontato all'ANSA Paolo Maiorino, responsabile del catalogo e dei progetti speciali di Sony: "Ormai il vinile non è più una nicchia, comincia a diventare una parte sensibile del mercato e potrebbe rallentare la decrescita del fisico. Rimasterizzare in questo modo è quel valore aggiunto che fa la differenza: non si tratta solo di prodotti destinati a un pubblico adulto che era cresciuto con gli LP, in generale si cerca una qualità si era persa inevitabilmente con mp3 e streaming". Il programma EDIAVD, inaugurato a ottobre, ha compreso anche ristampe in vinile di titoli recenti, come 'Random Access Memories' dei Daft Punk, e classici evergreen come 'Back in Black' degli AC/DC, un principio che guida anche le prossime uscite di dicembre, tra album come 'Born to Run' di Bruce Springsteen del 1975 e 'Blackstar' di David Bowie del 2016, passando per opere nostrane come il cofanetto dei dischi di Claudio Baglioni negli anni alla RCA, interamente rimasterizzati.
Sono proprio le rimasterizzazioni del catalogo italiano il fiore all'occhiello dell'intero sforzo, un progetto che passa dall'intero catalogo di Rino Gaetano ripubblicato anche in cofanetto fino ai dischi di Francesco De Gregori che pian piano stanno rivedendo la luce con un suono restaurato e curato, come 'La donna cannone' già uscito a ottobre: "E' il segnale di quanto vogliamo tornare con un prodotto credibile", dice Maiorino, che ci racconta tutto il cammino che porta alla 'rinascita' di queste opere. "Bisogna andare in Germania, in questo grandissimo magazzino al confine con la Francia dove sono conservati tutti i master italiani, quindi consultare un'agenda che ricorda cosa è conservato ma che può avere alcune lacune, quindi passiamo lì dentro fino a sei giorni per scandagliare i contenitori con le 'pizze', e a quel punto inizia un processo delicato in cui i master vengono ripuliti, cotti e quindi digitalizzati ad alta qualità". Un'operazione costosa e non priva di insuccessi (il 15% dei master cercati è risultato irreperibile), ma frugando tra i master originali capita anche di riscoprire perle nascoste: "Spesso in quell'agenda non si riportava l'intera tracklist, così aprendo i master abbiamo trovati veri e propri inediti: vedranno la luce in riedizioni che li porranno nel contesto giusto. Non è vero che si tratta sempre di scarti, spesso gli artisti li tenevano da parte in vista di pubblicazioni future". Tracce di Lucio Dalla da periodi disparati (dagli anni '60 e '80) e di altri artisti di spessore sono così riemerse, e usciranno nel piano triennale di ristampe e rimasterizzazioni di Sony: tra le rimasterizzazioni italiane a fine gennaio uscirà ad esempio 'Burattino senza fili' di Edoardo Bennato con un cd di tracce inedite e live, e nel primo quarto del 2018 sono attesi 'Pigro' di Ivan Graziani e 'Creuza de Ma' di De André. Tra i prossimi titoli stranieri saranno ristampati la colonna sonora di 'The Bodyguard' di Whitney Houston e 5 dischi di Lou Reed tra cui 'Berlin' e 'Rock'n'roll Animal', mentre nel corso dell'anno si parla di un cofanetto dei Depeche Mode.
Prosegue, quindi, l'iniziativa 'Every Day is a Vinyl Day' che tra le altre cose ha avuto l'effetto di far tornare in classifica dopo 40 anni un disco del Banco del Mutuo Soccorso: "Doveva essere un progetto trimestrale, invece va avanti, e a convincerci sono state sicuramente anche le vendite: ci aspettavamo 20mila copie vendute entro la fine di novembre, ne abbiamo superate 25mila già a metà del mese. La cosa certa è che questo revival non è un fenomeno effimero e almeno per i prossimi 5 anni i vinili continueranno a stare con noi".

  • Redazione ANSA
  • 02 dicembre 2017
  • 20:48

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