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Ragazzi svelti, ribelli, curiosi, la filosofia vi aiuterà

Non materia astratta ma utile alla vita quotidiana, tra libri e programmi per bambini il pensiero critico torna di moda

ragazzi curiosi foto iStock. © Ansa
  • di Agnese Ferrara
  • 25 settembre 2019
  • 19:53

Insegnamenti filosofici fanno capolino nelle classi delle scuole elementari, online è pieno di blog e siti di filosofia dedicati ai piccoli, nella penisola si svolgono incontri e dibattiti per bambini e teenegers dove si ‘filosofeggia’ sui grandi temi della vita e non mancano le competizioni per ragazzi a colpi di grandi filosofi della storia e dei loro insegnamenti.
E’ tempo di pensiero critico, evidentemente. C’è una maggiore urgenza, perfino, perché la crescita dei bambini è spesso supportata più dai devices che dal confronto fra di loro. Discutere, riflettere, ascoltare gli altri per creare un pensiero critico è la svolta che li aiuta anche a tutelarsi dal bullismo. Spenti gli smartphone i bambini si esprimono liberamente, affrontano le loro emozioni e sviluppano il proprio pensiero.
Le paure, i dubbi, i grandi temi della vita, dalla morte alla solitudine, sono temi vicini ai bambini che sono curiosi, svelti, ribelli e non si accontentano delle risposte preconfezionate o riduttive. “I ragazzi vogliono ragionare con la propria testa e supportarli a giocare con le idee permette loro di allargare i propri orizzonti, diventare più tolleranti, più capaci di comprendere e quindi vivere meglio”, scrive il filosofo Umberto Galimberti, nell’introduzione del suo nuovo libro ‘Perchè? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi’ , rivolto a bambini e ragazzi, edito da Feltrinelli. La filosofia non è una materia astratta, ma un modo di ragionare utile alla vita quotidiana. Partendo dall’importante premessa che “ogni bambino è naturalmente filosofo”, Umberto Galimberti propone 100 storie di pensatori - da Socrate, Ipazia, Kant a Voltaire - che, a partire da esperienze concrete, aiutano a orientarsi nella comprensione del mondo.
La filosofia diventa un gioco ed è anche oggetto di sfide fra bambini. “Li aiuta a riflettere su tematiche relative a fenomeni naturali, all’essere umano, al linguaggio ed al ragionamento” spiega Luca Mori, filosofo dell’Università di Pisa che conduce laboratori di filosofia con i bambini in tutta Italia, autore del libro ‘Giochi filosofici. Sfide all’ultimo pensiero per bambini coraggiosi’ (Erikson editore).
Porsi delle domande, costruire argomentazioni e trovare strategie comunicative attraverso la filosofia è il nuovo bisogno della generazione Z, dei nativi digitali che hanno a cuore l’ambiente e dei più piccoli affamati di curiosità, che pongono agli adulti mille ‘perchè?’ e sono pieni di paure. “La filosofia aiuta a rispondere alle loro domande senza farli rinunciare né accontentarsi di risposte superficiali e li apre all’educazione emotiva. La costruzione del pensiero critico è anche garanzia di un buon livello di socializzazione e comprensione degli altri e scaccia i bulli. Il fenomeno crescente del bullismo dimostra infatti la carenza dell’educazione emotiva”, precisa Galimberti.
La filosofia è anche uno strumento didattico in più e sono in corso diverse sperimentazioni nelle scuole della penisola. Al Borgoncini Duca nei pressi di San Pietro, scusa primaria della capitale, è partito in questo anno scolastico il progetto ‘filosofia per bambini’ che segue la tecnica ‘philosophy for children’ (P4C) finalizzata allo sviluppo del pensiero critico e complesso fin dalla prima elementare, mentre programmi e dibattiti filosofici per bambini saranno inclusi anche nel Festival della Filosofia a Roma.

  • di Agnese Ferrara
  • 25 settembre 2019
  • 19:53

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