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Ambiente, ragazzi basta plastica, ecco come agire

Spese green, borse e zaini hand-made, shampoo in barrette e incarti di cera d'api per la Giornata mondiale dell’ambiente

Ragazzi ecologici foto iStock. © Ansa
  • di Agnese Ferrara
  • 04 giugno 2019
  • 19:32

E’ ora di sposare l’azione. Non sono solo i cotton-fioc, le mini bottiglie o le cannucce in plastica ad inquinare i mari. Ci sono anche cracker, merendine, fazzoletti di carta, yogurt, frutti di bosco, pomodorini e così via. Insomma tutto ciò che è venduto in confezioni di plastica. Il comfort non è amico dell’ambiente e inorridire di fronte alle spiagge affollate di residui di plastica non basta più. Bisogna passare ai fatti e, in occasione della Giornata mondiale per l’ambiente, il 5 giugno,  che questo anno è dedicata alla riduzione dell’inquinamento al motto di #BeatAirPollution , si moltiplicano le iniziative pratiche per agire in difesa del nostro habitat naturale. Il programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente supporta insieme all'OMS la campagna Breathe Life per mobilitare cittadini e istituzioni su questo tema anche attraverso l'impegno quotidiano individuale. Scuole, università, istituzioni locali organizzano sfilate, convegni, dimostrazioni per la progettazione della riduzione dello smog, ma si parla anche del consumo di plastica, sui metodi di riciclo, compostaggio dei rifiuti e si organizzano passeggiate e pulizie degli arenili della penisola e visite guidate nei luoghi più belli e verdi da proteggere.
Se i più refrattari a cambiare abitudini sembrano essere gli adulti, chi invece si impegna in prima persona sono i teenagers che affollano le piazze durante i ‘Fridays for future’ sull'onda dell'attivista Greta Thunberg , partecipano ad operazioni di pulizia delle spiagge, dei giardini e delle strade dei quartieri in cui abitano con le numerose associazioni ambientaliste e osservano i genitori ancora intenti a sbagliare lo shopping in nome della comodità.
“E’ ora di impegnarsi in prima persona, - sostiene Martin Dorey, scrittore scozzese, surfer, guru camperista e autore della bibbia per gli amanti dei viaggi sulle mobile-home ‘The camper van bible’ - Nel 2010 il National Geographic segnalò che, ogni anno, finivano negli oceani 8 milioni di tonnellate di spazzatura. Nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei mari. E’ vitale risolvere il problema all’origine riducendo al minimo il suo consumo”. Dorey è anche fondatore del Beach Clean Network e del movimento #2minutebeachclean che attira seguaci da tutto il pianeta che, armati di guanti e sacchi, puliscono le spiagge postando selfie e contenitori deformati e sbriciolati di plastica doc.
Dorey fornisce consigli pratici anche per ragazzi in ‘Basta plastica. Cosa possiamo fare per fare davvero la differenza’ (in Italia edito da Aboca). Dorey propone di comprare bottiglie di vetro e borracce da ricaricare alle fontanelle e ai dispenser di acqua liscia o gassata installati dai Comuni, rifiutare le cannucce al bar, mettere una forchetta in metallo nella borsa/cartella ed usarla al posto di quelle di plastica ogni volta che vengono proposte. Altra strategia gradita soprattutto alle ragazze è di cucirsi la sporta con stoffe riciclate (l’organizzazione Morsbags, diffusa in tutto il mondo, è attiva anche in Italia e ha pubblicato dei video tutorial per fare sporte, borse e zaini in casa), oltre a rinunciare a consumare snack e merendine in confezioni piccole, meglio i formati famiglia.
Anche la routine beauty e per l’igiene personale può cambiare in chiave green: si va dal rinunciare ad usare le salviettine umidificate che intasano gli scarichi e affollano le spiagge, meglio acqua e sapone o panni lavabili. Abbandonare i rasoi 'usa e getta' e scegliere lamette a lunga durata, insieme a pettini e penne. Preferire inoltre la classica saponetta al posto del sapone liquido, i grandi formati ai piccoli e optare per shampoo in barrette (che durano 5 volte di più del detergente classico e sono senza imballo). Ai più piccoli ecologisti, infine, Dorey ricorda che palloncini e glitter contenuti in pennarelli e tempere sono fatti di plastica e suggerisce loro di incartare le merende nei nuovi fogli di cera d’api (recenti quelli ideati da due imprenditrici piemontesi).