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I Nativi ecologici, la generazione z vuole tutto in chiave green

Dalla moda sostenibile alle creme. C'è persino un profumo fatto con i rifiuti

ecological natives. © ANSA

Capaci di mobilitarsi in tutto il mondo,  come accade il 15 marzo per lo sciopero globale sul clima, spinti da una sedicenne tosta e tenace - l'attivista star svedese Greta Thunberg, che tre parlamentari norvegesi propongono per il nobel per la pace 2019 - ecco che il mondo scopre che i nativi digitali sono anche nativi ecologici. Sono giovani nati e cresciuti con la consapevolezza che le risorse non sono infinite, sono salutisti e spesso anche vegani, sperimentano nelle loro case, precarie come i loro lavori, un design essenziale pronto a nuovi traslochi. Non c'è da meravigliarsi che siano anche gli stessi fissati con Instagram (non c'è un'era prima e dopo i social per loro) e con le sneaker ultimo modello (magari in eco-pelle).

Loro, i nativi ecologici della generazione Z, già ci sono: è tutto il mondo intorno  che li sta conoscendo ora. Adesso che hanno in modo spontaneo dato vita ad un movimento forte, sensibile all'ambiente e che vuole inchiodare i governi a politiche realmente ecologiste, dopo il mondo della moda (costretto a cambiare politiche produttive meno inquinanti e filiere più eque) stanno cambiando quello del beauty.

La quantità di novità che da tutto il mondo dell'industria cosmetica sono in mostra al Cosmoprof 2019 in corso alla Fiera di Bologna, dedicate agli eco ragazzi sono innumerevoli: creme e shampoo con bottiglie biodegradabili o trasformabili in compost, ingredienti di filiera sostenibile, packaging ridotto al minimo (o eliminato come i naked di Lush) , prodotti water free che hanno eliminato acqua nelle formulazioni (e dunque meno impattanti sull'ambiente), smalti con patate cocco bamboo (Manucurist) finalmente non inquinanti, mascara con la seconda chance (Gotha, gocce da rimettere nel mascara per ricomporlo una volta esaurito) persino si trova un profumo fatto con rifiuti (vero: I am Trash - Les Fleurs du Dechet del brand Etat Libre d'Orange).

"Sono consumatori che vivono in un modo etico, responsabile, consapevole, combattono la plastica (i plastick attak si stanno diffondendo ovunque, azioni pacifiche e provocatorie contro l'abuso degli imballaggi) e dunque anche per idratare il viso o lavarsi i capelli si comportano in linea" dice all'ANSA Pierre Bisseuil analista di Peclers Paris che alla fiera ha tenuto una conferenza sui nativi ecologici. "quello che emerge dal nostro studio è proprio la connessione tra le esigenze cosmetiche di questi giovani consumatori e i loro stile di vita: dall'alimentazione al dentifricio".
"Attenzione, il zero waste, il no-plastic, il vegan, il fashion conscious non sono un trend - spiegano a Mintel, che hanno presentato il report Sub-Zero sono un movimento. Sarebbe un errore inquadrarle come mode - . E' l'essenza di questa generazione che sta facendo un vero e proprio shift con il passato. Il cambio nella moda o nel beauty è solo all'inizio, la domanda alle industrie è fortissima e accanto a nuovi brand tantissimi altri stanno operando una conversione veloce per restare sul mercato. Qualche anno fa le ricariche dei detersivi erano pochissime oggi è pieno di refill che invitano i consumatori ad usare la stessa bottiglia, così anche nel make up, ci sono tanti brand che utilizzano acciaio o legno come packaging e il prodotto in pasticche da cambiare una volta finito riutilizzando lo stesso contenitore".

  • di Alessandra Magliaro
  • 15 marzo 2019
  • 10:28

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